Il Covid-19 ha colpito duro. Il Regno Unito è il primo paese in Europa a superare la soglia dei 30mila decessi per coronavirus; e il Tesoro ha dichiarato che i sussidi di stato non sono una soluzione sostenibile per l’economia, se non nel breve termine. La pandemia cinese ha drammaticamente esposto il potenziale distruttivo delle crisi sanitarie. Ma la lezione è stata appresa: i fallimenti degli schemi di tutela della salute sono un fattore di rischio globale ed è necessario sviluppare capacità di risk management globale per il futuro. E questo comprende la solidarietà internazionale. Per questo, Londra ha promosso un’iniziativa globale per lo sviluppo del vaccino. Boris Johnson ha detto alla comunità internazionale che è “l’umanità contro il virus” e che la caccia al vaccino è lo sforzo comune più urgente della nostra vita. Parlando ai Comuni, il Segretario per lo Sviluppo Internazionale Anne-Marie Trevelyan ha confermato l’impegno finanziario di 388 milioni di sterline a favore di Gavi, l’Alleanza mondiale per i vaccini, che già protegge 75 milioni di minori nel mondo contro le malattie mortali, e di 250 milioni di sterline per la Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (CEPI) che lavora ai vaccini contro il coronavirus – la più grande donazione al CEPI di un singolo paese.

Ma il virus cinese non ferma la relazione speciale. Il Segretario al commercio internazionale Uk Liz Truss e il suo omologo Usa Robert Lighthizer hanno aperto i negoziati di libero scambio transatlantico. Il primo ciclo di negoziati si focalizzerà su commercio di beni e servizi, commercio digitale, e investimenti. Per mezzo dell’accordo con Washington DC la Gran Bretagna si apre al libero scambio, mentre si proietta nel mondo come nazione sovrana indipendente. Le priorità di Londra nel negoziato includono la garanzia di un maggiore accesso al mercato Usa per gli intermediari finanziari della City, sebbene il Primo Ministro abbia anche evidenziato i potenziali guadagni per i piccoli esportatori, indicando le barriere commerciali che colpiscono la manifattura britannica. Donald Trump punta invece sul fatto di poter convincere Boris Johnson ad estromettere Huawei dalle reti ti tlc britanniche e rafforzare la collaborazione in materia di sicurezza in un fronte comune contro Pechino. Il gruppo parlamentare Tory sostiene le richieste del Potus. Già all’inizio di marzo, un gruppo di 38 deputati aveva intimato a Boris Johnson di imporre una scadenza per l’esclusione di Huawei dalla rete 5G Uk. La richiesta è trasversale e comprende euroscettici come Sir Iain Duncan Smith e Owen Paterson e centristi come Damian Green e Tom Tugendhat. L’opinione condivisa è che con l’uscita dall’Ue, sarà fondamentale per il successo di Brexit assumere una posizione di contenimento della Cina.

Le relazioni con la Repubblica Popolare sono al minimo storico. Un dossier dei ‘Five Eyes’ cita studi del dottor Shi Zhengli che ha condotto una ricerca sul coronavirus derivato dai pipistrelli che mostra una corrispondenza genetica del 97% col Covid-19. Le preoccupazioni sulla biosicurezza dell’istituto virologico di Wuhan sono forti, con rapporti che denunciano il laboratorio quale privo di adeguati dispositivi di protezione. Inoltre, le navi da guerra cinesi sono più aggressive nel pattugliamento delle acque del Mare Cinese Meridionale dallo scoppio della pandemia. Secondo il Pentagono la Cina sta sfruttando l’emergenza per condurre una guerra ibrida a bassa intensità in Occidente.

I negoziati con gli Usa sono iniziati sullo sfondo di scarsi progressi nei colloqui con l’Ue-27 sui dettagli del futuro rapporto – comprese le implicazioni pratiche del protocollo irlandese. Ma questo potrebbe essere il frutto di una valutazione strategica. Iain Martin ha scritto che la Gran Bretagna deve divincolarsi dalla macchina comunitaria tassativamente alla fine dell’anno, anche se ciò significa andarsene senza un accordo. Un alto diplomatico di Bruxelles ha spiegato che “ogni possibile effetto negativo dell’uscita dal mercato unico è ora attenuato nel più ampio contesto del coronavirus”, e ragionato che “la moderna economia dei servizi britannica potrebbe uscire dalla crisi più rapidamente delle economie più tradizionali dell’eurozona”.

Stat sua cuique dies.

Articolo precedenteLe ragioni per un accordo Usa/Uk sui servizi finanziari
Articolo successivoUna speranza di sopravvivenza, Mario Draghi
Avvocato, manager e giornalista. Allievo del 198° corso alla Scuola Militare Nunziatella, ha conseguito la laurea all'Università di Roma Luiss, il Master of Laws alla New York University e il Juris Doctor alla Columbia University di New York. E’ Avvocato; Solicitor (England & Wales); Attorney at Law (New York); e appartiene all’Ordine dei giornalisti della Lombardia. Ha esercitato la libera professione in USA (Sullivan & Cromwell; Shearman & Sterling) e assunto ruoli manageriali in UK (Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo; BlackRock). Ha pubblicato "L’altra Brexit" (Milano Finanza, 2018); è editorialista Brexit per il quotidiano finanziario Milano Finanza; opinionista geopolitico per il canale televisivo finanziario Cnbc. Direttore responsabile della Voce Repubblicana.