Il Mes è una trappola che scatta a freddo. Lo dicono gli stessi Paolo Gentiloni e Valdis Dombrovskis, anche se i giornali riportano esattamente il contario. Come sempre nei documenti della Ue, la taglila non appare nè nella linee iniziali, nè in quelle finali, perchè si vedrebbe, ma è messa ben nascosta fra le righe centrali e sotto forma di un rimando ad un misterioso regolamento europeo.

Vediamo il punto 7: il punto 7 della lettera dell’Eurogruppo dice, testualmente: “il controllo previsto dall’articolo 14 del regolamento (EU) no472/2013 avrà luogo successivamente. il report biennale sarà snellito e rifletterà le caratteristiche specifiche del pandemic crisis support. Le missioni di revisione saranno incluse nei normali cicli di controllo del semestre europeo”. Quindi, in pratica si dice che :

a) ci sarà la sorveglianza speciale a partire dal biennio successivo;

b) che comunque si applica l’articolo 14 del regolamento sulla sorveglianza rafforzata, nonostante tutte le promesse di “snellirlo”, parola che di per se non vuol dire nulla. Il regolamento è in pieno vigore ;

c) comunque la troika (Mes, Commissione e Cef, senza il poliziotto buono del Fmi) c’è, ed è inclusa nei controlli del semestre europeo.

Come sempre, quando c’è qualcosa che non torna, non si mettono le cose in chiaro, ma si rimanda a qualche misterioso regolamento. Vediamo cosa dice esattamente l’articolo 14 del regolamento 472/2013, che il punto 7 vorrebbe applicare dopo 2 anni:

“La decisione della Commissione di sottoporre a sorveglianza rafforzata uno Stato membro a norma del presente regolamento dovrebbe essere presa in stretta cooperazione con il CEF, l’Autorità europea di vigilanza bancaria, istituita dal regolamento (UE) n. 1093/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio; l’Autorità europea di vigilanza delle assicurazioni e delle pensioni, istituita dal regolamento (UE) n. 1094/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio; l’Autorità europea di vigilanza degli strumenti finanziari e dei mercati, istituita dal regolamento (UE) n. 1095/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio (denominate collettivamente «AEV»); e il Comitato europeo per il rischio sistemico (CERS), istituito dal regolamento (UE) n. 1092/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativo alla vigilanza macroprudenziale del sistema finanziario nell’Unione europea e che istituisce il Comitato europeo per il rischio sistemico”. La Commissione dovrebbe cooperare con il CEF anche al momento di decidere se prorogare la sorveglianza rafforzata.

In pratica, chi utilizza il MES fra due anni sarebbe sottoposto a vigilanza rafforzata e non solo da parte di una autorità, ma di tutte le autorità. Tra le quali le più pericolose sono quelle per le pensioni ed assicurazioni (penso che a qualche pensionato già fischino le orecchie) e quella sulle politiche macroeconomiche, cioè quella che può indicare le famose politiche di austerità.

Che scenario si può ipotizzare E quale ricadute politiche può avere tutto ciò sull’attuale governo e su quanto potrà succedere in seguito? Passo 1, il Governo Conte chiede il prestito Mes, che comunque neanche riuscirà a spendere visti i forti limiti di finalizzazione (solo spese sanitarie Covid-19 dirette e indirette e non i danni economici…); passo 2, si realizza in modo completo il disastro politico ed economico già in atto, con termine in autunno, quando ci sarà una marea di chiusure, fallimenti, licenziamenti e disoccupazione; passo 3, il governo cade; passo 4, nuovo voto il primavera 2021; il nuovo governo è preso per il cappio delle condizionalità Mes e della “Sorveglianza Rafforzata” non è in grado di intraprendere alcuna politica espansiva per cercare di rimborsare i debiti. Arriva un nuovo governo dei tecnici per adottare misure di austerità e imposta patrimoniale come presupposto primario, oltre a determinare tagli a pensioni, scuola, svendere il nostro patrimonio pubblico e permettere l’acquisizione delle residue imprese sane e competitive. E’ uno scenario molto negativo, ma è sempre meglio non fidarsi.