Se avete la pazienza di leggere la Danton Tod di Buchner vedete che in un atto il poeta tedesco mette in bocca a Robespierre la frase, “il peccato è nel pensiero”. Dal che si deduce se non un’idea di Robespierre un principio dell’azione criminale prima che sia compiuta. Ma è ovvio che nella scienza giuridica il peccato è solo nell’atto. Ora quando un governo decide di trattare la liberazione di un ostaggio, si assume una responsabilità perfettamente legale, e che risponde alla propria sensibilità politica e morale. Craxi ad esempio come il complesso della Democrazia cristiana, trattava volentieri con l’Olp aprioristicamente proprio per evitare che l’organizzazione terroristica palestinese potesse espandere il suo raggio d’azione anche all’Italia. L’Olp infatti non era un nemico dell’Italia, ma solo di Israele e sarebbe diventato nemico dell’Italia solo nel momento nel quale l’Italia sostenesse Israele. Al-Shabab, l’organizzazione terroristica con cui ha trattato il governo Conte per liberare la giovane Silvia Romano, ha la caratteristica di essere nemica di tutti, non solo degli ebrei e dei cristiani, ma degli stessi islamici sciiti ad esempio, piuttosto che dei buddisti, o colpendo in Africa, dell’animismo tribale. Il fatto che non sia stato pagato un riscatto, al ministero degli Esteri non risulta, significa molto poco. Perchè se invece che del denaro è stata instaurato un colloquio tra il governo italiano ed al-Shabab, domani al-Shabab potrebbe in sentirsi in grado di chiedere informazioni al governo italiano. Può essere che la Nato voglia colpire un membro di al-Shabad e l’Italia si senta in dovere di avvertire i suoi nuovi interlocutori. Cioè il pericolo a cui il governo italiano ha esposto la nostra politica internazionale, l’Unione europea ha già protestato, è ancora incommensurabile, ma rientra pienamente nei canoni con qui questo governo, non pensa, perchè non pensa a niente, ma opera, come una macchina infernale.

Articolo precedenteAttenzione al Mes, una trappola a scoppio ritardato
Articolo successivoInteressi permanenti contro alleanze permanenti
Laureato in Storia della Filosofia presso l'Università di Roma I la Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all'Ufficio esteri del PRI diretto dall'onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore della Voce Repubblicana. E' stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l'Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è vice direttore della Voce Repubblicana.