È singolare che a votare la mozione Bonino di sfiducia al Ministro della giustizia sia a favore il centro destra di Salvini e contro i partiti della sinistra, in particolare il Pd. C’è molta confusione sotto il sole, perché la Bonino e Calenda già avevano votato contro il governo al momento della sua nascita. Conte ha dichiarato che se fosse passata la sfiducia si sarebbe dimesso, il che ha indotto il prode Renzi, guerriero senza paura, a dichiarare che Italia viva votava contro la sfiducia ma solo per non fare cadere il governo. Da oggi Italia viva è Italia morta, perché nessuno li prenderà più sul serio. Renzi sarà sbeffeggiato come l’uomo del penultimatum. Da uomo tutto di un pezzo a uomo tutto in un prezzo. Alfonso Bonafede è un ministro incapace, un giustizialista che non dovrebbe poter stare alla giustizia. Come Di Matteo, il magistrato antimafia, scaricato dal Guardasigilli. Ricapitolando la situazione: il governo e 5S sono contro Di Matteo, mentre la destra è contro Bonafede e in difesa di Di Matteo, il leader dei giustizialisti, e dalla Bonino. In politica occorre trarre delle conseguenze. Per me, il governo è bocciato da tempo perché si muove fuori dalla Costituzione, perché è incapace di gestire l’emergenza sanitaria. Strano che non ci sia accorti che oltre ad essere manettaro e forcaiolo questo ministro ha la responsabilità di avere prima offerto il Dap a Di Matteo e poi se ne sia pentito. Bonafede sapeva già prima di offrire la direzione del Dap a Di Matteo delle intercettazioni nelle quali alcuni mafiosi di primo piano si lamentavano che se andava Di Matteo al Dap sarebbe stata molto dura. Quindi non credo che abbia ceduto per un richiamo intervenuto il giorno dopo l’incontro. Proprio perché era a conoscenza di quelle intercettazioni doveva, come segno di lotta alla mafia confermare la decisione sulla carica. Bonafede ha rivendicato il suo impegno da guardasigilli e scaricato su Basentini la responsabilità delle decisioni di mandare agli arresti domiciliari più di mille carcerati di cui 500 coinvolti in reati mafiosi e 3 al 41 bis per sovraffollamento. Ma quello che non regge e per cui dovrebbero andare a casa Bonafede e tutto il governo è il fatto che le carceri sono sovraffollate ma ci sono condannati in via definitiva che scontano la pena e carcerati in fermo precauzionale mai processati. Poi ci sono i detenuti col 41 bis in isolamento totale non certo contagiabili. Se qualcuno doveva essere inviato agli arresti domiciliari erano coloro mai processati non quelli condannati in via definitiva. Un brutto spettacolo, non reso migliore dal decreto di rientro emanato sotto la pressione dei media e delle opposizioni.