In Repubblica esistono le leggi, e a farle rispettare ci sono le forze di pubblica sicurezza. C’è un educazione civica e al senso di responsabilità che non può essere affrontata con cirenei volontari che ricordano le ronde degli sceriffi o le guardie del popolo. Potremmo anche dire le milizie fasciste. Con quale autorevolezza costoro affronteranno giovani che parlano tra di loro, con il metro per misurare il metro? Ma che società è quella che teorizza il distanziamento sociale all’aperto? Che crea sospetti, divisioni, paure? E chi garantisce che questi volontari non siano violenti che creerebbero abusi? Come si fa ad essere credibili quando con un elicottero si insegue uno che corre sulla spiaggia e non si vede un controllo quando si aprono locali? E che figure sono gli assistenti civici? Che formazione professionale hanno? C’è il rischio di mandarli allo sbaraglio o di passare come uno stato autoritario che usa anche guardiani del popolo; lo scontro sarà inevitabile.
Esistono queste figure negli altri paesi? Esiste la guardia nazionale preparata con sedute di addestramento periodiche e sotto la guida della forza pubblica. Qui sono precari a contratto che dovrebbero avere funzioni di ordine pubblico con la divisa della protezione civile. Non può funzionare.