Ho letto con un certo stupore e disappunto la celebrazione che il Presidente dell’ AMI ha fatto della Festa della Repubblica. Un’analisi politica miope che confonde cause ed effetti. Che la causa del dissolvimento dell’Europa siano i sovranismi è addirittura puerile. La causa è dovuta al fatto che l’Europa é volutamente priva di una Costituzione, di un ordinamento federale, se l’Europa non è politica e non ci sono gli Stati Uniti d’Europa la colpa è della Merkel e della Francia, non di Orban o di Salvini. Fare poi un’esaltazione di misure europee ancora da decidere è un’operazione di propaganda che un mazziniano non dovrebbe assecondare.

Nel ricordare il 2 giugno va detto che la Repubblica è un patto sociale con regole condivise che unisce il paese. In cui le libertà individuali e sociali e la libertà di impresa fissate in vari articoli della Costituzione non possono mai essere sospese neanche in tempi di emergenza. Non dire che la Costituzione è stata violata, che la democrazia è sospesa, che l’Europa ci considera untori, che ha chiuso la libera circolazione verso l’Italia significa non essere Mazziniani ma assoggettati ad un’idea di Europa utilitaristica e non solidale. Mazzini lottava contro i potenti non contro le vittime dei potenti. Mazzini non confondeva chi governava ed aveva la responsabilità di fare scelte di interesse generale e invece faceva scelte puramente assistenziali, paternalistiche, moraliste. La Repubblica unisce il paese; qui, al contrario, si lascia che a governare siano spinte localistiche, non si vuole il coinvolgimento del Parlamento né il contributo dell’opposizione. Celebrare la festa della Repubblica senza dire nulla su questo significa essere miopi o complici. Mazzini diceva poche leggi e intransigenza nei controlli all’Assemblea della Repubblica Romana del 1849. Questo governo fa 700 pagine, 256 articoli, 58 Dpcm, cioè invece di disboscare la burocrazia, la semina. Non dire nulla sulla Repubblica burocratica, sulle task force che si sostituiscono al Parlamento e quindi con la sovranità popolare esautorata significa essere incapaci di leggere la democrazia mazziniana e repubblicana. La Repubblica si celebra nel modo giusto solo se si parla il linguaggio della libertà e della verità. I sovranisti sono effetti di politiche sbagliate, si sconfiggono con politiche serie non con proclami e slogan.

La Repubblica si celebra degnamente se si dice chiaramente che questa situazione di emergenza necessita di una politica di solidarietà nazionale. Tacere sull’invasione di poteri che dovrebbero essere terzi e invece fanno politica di parte significa non celebrare la Repubblica democratica ma un’usurpazione della Repubblica. Se la Repubblica vive un’emergenza politica, economica, sociale, occorrere rilanciare l’idea di un patto sociale, l’idea di un paese unito, l’idea di un paese civile che persegue l’interesse generale non la conquista del potere. La Repubblica del 2 giugno 1946 conquista forma repubblicana ma il blocco sociale corporativo che aveva sostenuto il fascismo viene ereditato dalla Dc e continua ad essere dominante con il concorso di una sinistra altrettanto corporativa, rivendicativa,localistica, assistenziale, che impedisce quelle trasformazioni che servirebbero al paese.


Per i repubblicani celebrare la Repubblica significa denunciare queste storture ed indicare al paese cosa è necessario per affermare lo spirito vero della Repubblica e un ritrovato patriottismo costituzionale repubblicano da portare anche in Europa.