Per due secoli la corona di Francia si guardò bene dal convocare gli stati generali, che in Italia, detto fra noi, mai sono esistiti perché ad ogni convocazione scoppiava una fronda. Luigi XVI esperto di bricolage più che di storia e convinto che il bene della monarchia fosse lo stesso di quello del suo popolo non si preoccupò delle possibili conseguenze e infranse un costume che aveva salvaguardato il suo casato. A guardar bene gli eventi successivi, gli stati generali giovano alle componenti più dinamiche, aggressive e determinate della società. Il povero Luigi si giocò il trono e la testa il dieci agosto di tre anni dopo quando convocò una piazza d’armi presentandosi in calze di seta. Gli stati generali presumono una certa tempra. Visto che già sappiamo come andrà a finire, vediamo di non perdere quattro anni. Quello convinto di stare su un trono a ricevere le preghiere dei sudditi, ghigliottiniamolo prima.