Il Regno Unito ha pubblicato gli obiettivi negoziali per per l’apertura delle trattative commerciali con l’Australia e con la Nuova Zelanda. Le ex colonie dell’emisfero australe saranno tasselli importanti nel quadro della strategia Global Britain. Gli analisti del Dipartimento per il Commercio Internazionale hanno calcolato che le esportazioni Uk in Australia e Nuova Zelanda ricaveranno un vantaggio al giorno 1 pari a 1 miliardo di sterline in conseguenza dell’eliminazione delle barriere doganali. I settori maggiormente beneficiati dall’abolizione di dazi e tariffe sono i servizi professionali, i servizi digitali e l’industria automobilistica. Importantissimo sarà il mutuo riconoscimento degli standard regolamentari, che renderà di fatto i tre mercati completamente integrati consentendo la libera circolazione di merci e persone e la libera prestazione di servizi. L’avvio delle trattative con Canberra e Wellington è anche il primo passo verso l’adesione formale dell’Uk al Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership (Cptpp), l’area di libero scambio trans-pacifica che produce il 13% del Pil mondiale. Ma l’accordo commerciale con Australia e Nuova Zelanda ha anche un significato politico. Liz Truss ha spiegato che esistono tra Londra, Canberra e Wellington una storia condivisa, una lingua condivisa e un diritto comune. Il Segretario al Commercio Internazionale ha messo in evidenza la strategicità della scelta di commerciare tra alleati, all’interno di un sistema di valori democratici condivisi. Gli stessi obiettivi sono stati illustrati dall’Alto Commissario australiano in Uk. “In un momento in cui ci sono tensioni nel mondo che si acuiscono sempre più – ha dichiarato George Brandis, con un chiaro riferimento alla Cina – è fondamentale stringere la cooperazione tra le democrazie liberali affini”. Boris Johnson infatti sta usando il concetto Global Britain per costruire anche una strategia di sicurezza nazionale. Il Primo Ministro è convinto che la crisi da Covid-19 ha mostrato l’importanza di diversificare il commercio ed aumentare la resilienza delle catene di approvvigionamento. Alludendo alla Cina, anche Truss ha spiegato che la priorità post Brexit per Uk è essere meno vulnerabile agli shock politici ed economici esogeni. Il Primo Ministro persegue anche un migliore allineamento internazionale sulla cooperazione allo sviluppo. Per poter armonizzare la politica di aiuti all’estero britannica con quella dei partners nel Canzuk, Downing Street ha annunciato la fusione del Dipartimento per lo Sviluppo Internazionale e del Foreign Office per creare un unico super dicastero: il Foreign, Commonwealth and Development Office. Il nuovo dipartimento sarà operativo entro settembre per permettere al governo di assicurarsi che gli aiuti all’estero siano erogati nel migliore interesse del Regno Unito. In audizione alla House of Commons, Johnson ha spiegato: “Per troppo tempo, francamente, gli aiuti all’estero sono stati trattati come un bancomat sospeso nel cielo senza alcuna correlazione con l’interesse nazionale britannico”.  Sul fronte emergenza coronavirus, i ricercatori dell’Imperial College di Londra hanno iniziato la sperimentazione umana per un vaccino contro il Covid-19. L’Imperial College, che ha ricevuto aiuti di Stato per la ricerca, si è impegnato a rendere disponibile il vaccino al minor costo possibile in Uk. A condizione che sia sicuro e che le sperimentazioni abbiano successo, il vaccino verrà offerto al costo di 3 sterline a persona. Le prove di laboratorio hanno dimostrato che il vaccino ha indotto le cavie a produrre anticorpi neutralizzanti, una parte importante delle difese dell’organismo contro i virus. In settimana sono emerse anche incoraggianti evidenze cliniche sul desametasone. Lo steroide salvavita ha dimostrato di essere sicuro e di ridurre di un terzo le morti da coronavirus. Dallo scoppio della pandemia, l’Uk aveva promosso un’iniziativa di collaborazione internazionale sui vaccini per assicurare la diffusione della miglior scienza e la massima condivisione delle scorte sanitarie. In settimana è caduto l’ottantesimo anniversario dell’appello del generale de Gaulle dalla Broadcasting House di Londra al popolo francese per resistere all’occupazione tedesca. Il Presidente Macron si è recato in visita di Stato per consegnare a Londra la Legion d’onore in omaggio al coraggio e al sostegno della città nella Seconda Guerra Mondiale. Nello stesso giorno qualcuno voleva rimuovere la statua di Sir Winston Churchill da Parliament Square. Amicum cum vides obliviscere miserias.


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Avvocato, manager e giornalista. Allievo del 198° corso alla Scuola Militare Nunziatella, ha conseguito la laurea all'Università di Roma Luiss, il Master of Laws alla New York University e il Juris Doctor alla Columbia University di New York. E’ Avvocato; Solicitor (England & Wales); Attorney at Law (New York); e appartiene all’Ordine dei giornalisti della Lombardia. Ha esercitato la libera professione in USA (Sullivan & Cromwell) e assunto ruoli manageriali in UK (Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo; BlackRock). Ha pubblicato "L’altra Brexit" (Milano Finanza, 2018); è editorialista Brexit per il quotidiano finanziario Milano Finanza; opinionista geopolitico per il canale televisivo finanziario Cnbc. Direttore responsabile della Voce Repubblicana.