Anche le democrazie più antiche in verità sono piuttosto giovani rispetto ai secoli trascorsi in sudditanza. Ancora a metà del settecento il quadro era così desolante che Rousseau riteneva libero il popolo romano cacciati i Tarquini e solo per breve tempo. La stessa Inghilterra offriva una libertà formale e fredda tale che l’America senti il bisogno di ricacciargliela in gola. E l’Inghilterra era pur sempre il paese più liberale al mondo, per lo meno nel momento in cui votavi. Perché tornavi sudditito subito dopo. Locke ad esempio era liberale fino a quando non salì sul trono Guglielmo d’Orange, il suo padrone. Restava il sospetto che la stessa rivoluzione fosse stata dettata da sentimenti religiosi, non da un principio liberale il che significava che in tutta l’epoca cristiana la libertà si poteva conquistare in cielo non sulla terra. É chiaro che la rivoluzione francese dopo quella americana cambiò completamente le prospettive della storia, ma il diritto costituzionale non fu facile. Già nel 1790, un anno dopo la presa della Bastiglia, la stessa assemblea costituente dovette sopprimerlo in materia di emigrati. La costituzione scritta tre anni dopo dalla convenzione fu persino più evoluta della prima che aveva fondato i diritti dell’uomo in Europa, ma venne subito sospesa in nome dell’emergenza. La Francia era in guerra non solo alle frontiere ma anche in Vandea, a Lione a Tolone. Nessuno può dunque indignarsi se si sospende la costituzione, bisogna solo accordarsi su come farlo. Quando hai un Re sono affari suoi; ma se hai un parlamento decide il parlamento. La convenzione del 1793 sospese la costituzione ma non formò un governo, solo un comitato di salute pubblica. Tutti i poteri restavano nel parlamento di cui il comitato era il funzionario. Ogni singolo atto veniva votato dalla convenzione a costo di riunirsi la notte. Billaud dormiva alle Tuileries, Robespierre a cento metri a casa Duplay, Saint Just non dormiva perché raggiungeva le armate. Di più, lo stato di emergenza, fu scritto, sarebbe durato fino alla pace. Nonostante tutto questo, quel comitato che durò più o meno un anno fu giudicato un’orribile dittatura quando salvò la Francia. Figuratevi come sarà giudicato un Premier che ignora il parlamento pretende pieni poteri e non pone un termine al suo mandato. Ma il giudizio peggiore sarà per chi glielo consente.

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Laureato in Storia della Filosofia presso l'Università di Roma I la Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all'Ufficio esteri del PRI diretto dall'onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore della Voce Repubblicana. E' stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l'Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è vice direttore della Voce Repubblicana.