Potrebbe anche apparire curioso come il Re di Spagna, che aveva possedimenti fino al Perù, ambisse così tanto alla conquista delle Fiandre, tutto sommato un’area dalle dimensioni piuttosto limitate. Eppure un uomo politico determinato qual era il conte di Olivares, Primo Ministro di Filippo III, non dormi la notte per trent’anni pensando alle Fiandre. Non sottometterle sarebbe stata la rovina dell’impero. Nelle sue memorie, Olivares parla del sole nero, un sole eretico che sorgeva su quelle paludi degne degli inferi. In effetti le Fiandre sono davvero una pozzanghera, ma sono anche la punta estrema della Riforma. La loro resistenza alla Spagna ravvivò la Germania fino a dar forza all’Inghilterra e ovviamente la Spagna finì per crollare. Per quanto possano essere passati secoli, l’Olanda ancora oggi rappresenta in Europa il successo della Riforma, i tedeschi sono commossi dai sacrifici di quel piccolo paese. Prima della questione economica viene quella religiosa. Solo un improvvisato sprovveduto può pensare che si raggiunga in Europa un’intesa senza l’Olanda, solo un fesso potrebbe arrivare a dirlo peggiorando la situazione, perché dati i rapporti di forza, piuttosto si raggiungerebbe un’intesa senza di noi. Noi siamo solo la Controriforma. Siamo stati superati dalla storia.

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Laureato in Storia della Filosofia presso l'Università di Roma I la Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all'Ufficio esteri del PRI diretto dall'onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore della Voce Repubblicana. E' stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l'Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è vice direttore della Voce Repubblicana.