L’Europa intesa come entità sovranazionale che dirige la politica di bilancio poliennale dalla 4 giorni dei capetti di Stato è uscita rafforzata o indebolita? La proposta della Commissione, cioè del governo sovranazionale, prevedeva un intervento a fondo perduto di 500 miliardi e un intervento di 250 miliardi a debito. Dopo la riunione dei capi di governo ci troviamo con 390 miliardi a fondo perduto e con 360 miliardi a debito. Quindi la riunione dei singoli Stati ha penalizzato l’idea solidale e premiato la rivendicazione dei singoli paesi, di tutti i singoli paesi. Però, dicono gli strabici, abbiamo battuto l’idea che ci potesse essere un potere di veto da parte di un singolo paese, con la possibilità che un paese possa chiedere la sospensione dei finanziamenti ad un paese, se non rispetta i programmi di riforme o di spesa nei settori indicati dall’Europa e sui quali i paesi non sono liberi di decidere ma devono fornire piani rigorosi verificabili per stralci. Quindi condizionati come e più
dei finanziamenti MES del pre-pandemia, sicuramente molto di più dei 36 miliardi senza contropartite del MES sanitario su cui questo governo diviso non ha deciso.

Non solo, ma l’Europa intesa come entità sovranazionale che condivide valori fondamentali come lo stato di diritto non ha vagliato chi dentro l’Europa ha violato o viola il rispetto della democrazia e dello stato di diritto, quindi un colpo all’idea di Europa politica, solidale e democratica. Si dice hanno perso i ” frugali” e i sovranisti e vinto l’Europa. I frugali che sono paesi retti da maggioranze di centrosinistra, Svezia, Danimarca, Finlandia, o da governi Popolari come l’Austria o dal liberaldemocratico e Popolari come l’Olanda hanno difeso un’idea sovranista od Europea? Perché se sinistra e Popolari vengono considerati pericolosi sovranisti, dai fans del governo italiano, perché chiedono coerenza e serietà nell’utilizzo dei fondi europei hanno vinto, ed è la concezione che la sinistra italiana prima dell’incontro coi populisti dei 5S ha sempre chiesto. Conte contestando quella politica, di fatto ha usato gli argomenti dei sovranisti italiani. Più solidarietà all’Italia non più indebitamento.

Alla fine Conte porta a casa più debito e meno solidarietà 4 miliardi in meno a fondo perduto e 36 miliardi in più a debito, che coincidono con i 36 miliardi di euro del MES sanitario su cui questo governo non decide, e che probabilmente non utilizzerà.
Cioè l’impostazione che Salvini e 5S avevano col governo precedente e a cui il PD si opponeva chiamandolo sovranisti e populisti. I paesi ” frugali e la Germania, invece, portano a casa alcuni risultati a fondo perduto. Ottengono sconti sulla contribuzione al bilancio settennale che andrà onorato nel 2028 che porteranno la Germania a risparmiare 3,5 miliardi l’anno di contributi rispetto a ciò che dovrebbe. Questo non da, oggi, ma da sempre per cui la Germania non paga il dovuto, e i paesi frugali pagheranno di meno. Noi pagheremo il 13% + 1,1% di quota Brexit spalmata su tutti. Quindi di fatto alla fine noi avremo un consuntivo di solidarietà di circa 3,5 miliardi l’anno per essere stato il paese più colpito dalla pandemia, sui quali verrà esercitato un controllo di rigore e di compatibilità e sui quali un singolo paese non può esercitare un potere di veto, ma attivare i controlli della Commissione ed ottenere la sospensione dei finanziamenti e una decisione nel merito con maggioranza qualificata entro tre mesi. La Germania, il paese meno colpito, di fatto avrà abbonata la stessa cifra e la minaccia di una fiscalità europea unitaria che impedisse l’operare di veri paradisi fiscali a paesi come l’Olanda e che Conte usava come una clava nei confronti di Rutte, sparita, svanita ed ingoiata da Conte con disinvoltura disarmante. Di qui a giugno sarà molto dura anche perché la Plastic tax , che diventa una delle entrate europee, colpisce prevalentemente un settore strategico italiano, la produzione è del 70% in Italia.

Quindi l’europeista Conte che il 18 maggio dichiarava che un buon accordo sarebbe stato non meno di 500 miliardi a fondo perduto e la fiscalità europea, porta a casa solo la possibilità di indebitamento e una cessione di sovranità rispetto alle scelte, il che se serve a finanziare settori strategici e non a dare sussidi, non è negativo. Ma registra una sconfitta sul taglio di 30 miliardi per la capitalizzazione delle imprese che era la cosa probabilmente su cui occorreva resistere. Al netto di tutto portiamo a casa più debito e meno solidarietà, fino a giugno 2021 dovremo contare sulle aste Btp della Bce che non è detto continui a intervenire per l’Italia garantendo molto di più del 13% che rappresenta la capitalizzazione in Bce del nostro paese e su cui la suprema Corte tedesca ha già chiesto di tenere presente, perché rappresenta una violazione e un rischio per le garanzie che la Germania impegna.

La parola e i fatti adesso passano alla politica italiana che non potrà più vivere di rinvii, di promesse, di esautoramento del Parlamento, di nomine di commissari o di una task force da fare elaborare un progetto e da cestinare subito dopo, adesso occorrono fatti non p…. come direbbe Paolo Cevoli. Il RF sarà disponibile, per chi avrà progetti pronti ed adeguati, non prima di giugno 2021. Nel frattempo avremo elezioni regionali e referendum che non aiutano certo un clima collaborativo, quale quello che sarebbe necessario e tantomeno per ottobre, piani strategici e rigorosi da presentare all’Europa.

Voglio vedere il Pd e i 5S, i partiti che rappresentano la politica del sussidio e dell’assistenza, i dipendenti pubblici e i pensionati indicare scelte per lo sviluppo e una politica di riforme e di tagli su spese clientelari ed eccessive in rapporto a ciò che hanno prodotto come quota 100, il reddito di cittadinanza o l’ennesimo taglio alle pensioni. Volano come condor sulle spoglie dei cittadini, intanto proposte di patrimoniali, di dimezzamento dei limiti alla tassa di successione, la riforma semplificazione in effetti complica il sistema e la burocrazia. Con nuove tasse, senza fondi per finanziare gli ammortizzatori sociali, avremo la protesta e la rabbia sociale. Si prenda atto dell’emergenza si faccia ciò che è necessario, un governo di solidarietà nazionale a guida Draghi con chi ci sta, si rinviino le elezioni di un anno e si ricostruisca quello spirito di patriottismo costituzionale “repubblicano” che chiuda la stagione degli odi e coltivi la cultura di governo dell’interesse
generale. Si faccia coerentemente con ciò una legge col sistema proporzionale che consenta ai partiti veri di esprimere la loro identità culturale e politica e al Parlamento la sua vocazione di sintesi e di centralità.