Passati quarant’anni, Gesù e Saint Just vissero meno, il Capo dello Stato è intervenuto per dire che “su Bologna serve verità piena e giustizia”. Ma non ci sono stati tre gradi di giudizio? Il parere concorde di centinaia di magistrati? Non ci sono due condannati in carcere? Non abbiamo gridato a tutti i venti che la strage era neofascista? Cos’è sta storia che acora serve giustizia piena? E soprattutto come possiamo credere che se non è stata fatta giustizia piena in quarant’anni la si possa fare nei prossimi che ci aspettano. Siamo un paese di illusi, illusionisti ed illusioni. C’è almeno un uomo di coscienza il giudice Rosario Priore, il quale ha la responsabilità di aver rotto questa meravigliosa simmetria per cui tutte le mele erano in un cesto, con una breve frasetta. “Manca un movente” ha detto Priore. Pensa te tutte queste sentenze, ricostruzioni politiche, ipotesi di scuola e poi non c’è il movente! E’ chiaro che persino il Capo dello Stato abbia degli scrupoli. Povero Stato, povera Repubblica, poveri Mambro e Fioravanti magari innocenti. Povere di più le vittime senza giustizia prese in giro per tanti anni. All’epoca, Giovanni Spadolini e altri senatori del PRI chiesero di guardare all’estero per capire la strage di Bologna, ma invece niente, quasi si dovessero regolare dei conti all’interno. C’era il terrorismo rosso? Bene, ce n’era uno anche nero che era peggio. Francesco Cossiga che fu tra i primi a denunciarlo si è ricreduto nel tempo. Aveva ragione Spadolini ma nessuno se n’è preoccupato. La verità nei prossimi quarant’anni. Cosa volete che siano davanti all’eternità.