Il governo Von Konte ha un problemino con i treni manco fosse Glenn Ford in un vecchio western. Aveva appena chiuso la Lombardia che si era scordato di avvisare la stazione centrale di Milano. Così in piena pandemia i bravi cittadini milanesi credendo di andare incontro a morte certa se restavano in città hanno assalito l’ultimo treno che li avrebbe resi liberi come la Costituzione consente ed il governo no. Sarebbe interessante conoscere il parere del comitato tecnico-scientifico del governo su questa sciocchezzuola, un piccolo misunderstanding che ha solo infettato tutto il paese. Perché i nuovi malati che si registrano adesso sono ancora quelli infettati il marzo scorso e mai tamponati. La Protezione civile dovrebbe dirci del grado dell’infezione perché la data del giorno è di sicuro sbagliata. Davanti a questo evento di isolamento fallito che segna l’azione del governo fin dal principio per valutare il branco di buffoni con cui abbiamo a che fare, il litigio Speranza-De Micheli appare davvero insignificante. Cosa volete che ci importi di ottomila italiani a cui viene strappato il biglietto del treno sotto le ferie. Siamo buoi, mica cittadini, un carro bestiame lo rimedieremo. Anzi va apprezzato il fatto che si sono accorti che bisogna tenere il distanziamento in auto, magari fra chi dorme nello stesso letto, bisogna tenerlo in treno, ma in aereo no non c’è ne bisogno. Adesso lo inseriamo anche per gli aerei tanto i conti Alitalia li pagate voi schiavi lavoratori, mica il ministro Speranza. Il ministro Speranza va lodato, la prudenza non è mai troppa. Mai assomigliasse al suo predecessore che non sapeva che fare dei focolai ad Alzano e Nembro, e non fece niente, tanto era poca gente. Si chiamano tutti Speranza i ministri della sanità, una scaramanzia. Resta il nodo di fondo di questo giugno ma queste benedette mascherine che nessuno ha indossato fino a marzo, servono a qualcosa? Perché se serve il distanziamento nonostante la mascherina il dubbio dovrebbe essere lecito. Chissà cosa ne pensano al comitato tecnico-scientifico. Del resto, sulla scienza grava pur sempre il mistero di un virus che sopravvive a 40 gradi una temperatura che sopportiamo a stento noi anche senza indossare la mascherina.

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Laureato in Storia della Filosofia presso l'Università di Roma I la Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all'Ufficio esteri del PRI diretto dall'onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore della Voce Repubblicana. E' stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l'Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è vice direttore della Voce Repubblicana.