É ovvio che l’opinione pubblica non ha ben chiaro il significato della decisione del governo rispetto alle valutazioni del suo comitato tecnico-scientifico, altrimenti armata di picche e forconi marcerebbe contro Palazzo Chigi come il popolo di Parigi si mise in marcia il dieci agosto contro le Tuileries. Giusto il sette agosto Vergniaud disse all’Assemblea legislativa che il nemico della Francia viveva in un palazzo, lo stesso vale per il nemico dell’Italia. Luigi non avrebbe mai lasciato il regno come Conte non ha mai visto il documento sulla chiusura di Alzano e Nembro. I colpevoli sono Lafayette e Speranza. Ma se si capisce che il Re volesse fuggire, perché mai Conte ha voluto chiudere un paese senza il conforto dei suoi scienziati e perché non ha chiuso quello che questi chiedevano di chiudere dal primo momento? Facciamoci foglianti e beviamo le menzogne del Premier come quelli si bevevano le bugie del Re. La prudenza non è mai troppa, la situazione completamente inedita, gli scienziati non avevano capito la pericolosità del virus che il genio di Conte ha invece compreso subito e chiuso tutto. Perché allora scaricare sugli scienziati una responsabilità che gli era propria? Abbiamo visto anche il premier britannico scaricare i suoi scienziati e assumerne altri, perché invece il premier italiano vuole farsi paladino della scienza, perché il regime mediatico si abbandona a mettere in mostra le idee di ogni virologo possibile tranne di quelli che avevano detto al Premier di non chiudere tutto, perché non serviva? Il primo crimine di Conte è contro la scienza, aver nascosto il dibattito che l’anima e di averlo voluto tenere nascosto perché ci è voluta una minaccia legale per svelarlo. Ora sappiamo perché il virus si è diffuso in Lombardia e della sciatteria di un governo che non vedeva se non quello che gli faceva comodo. Ma adesso almeno il governo farà ammenda. Nemmeno per sogno, il virus è alle porte, anzi dentro Palazzo Chigi.