Ci sono dirigenti repubblicani che giustamente ricordano quel grande atto di programmazione, di metodo, di scelta politica che fu la nota aggiuntiva, fatta dal governo Dc, Psdi, Pri con l’astensione del Psi e l’opposizione del Pci. Quell’atto voluto da Ugo La Malfa indica il metodo, lo strumento di governo dell’interesse generale. È l’esatto opposto di ciò che questo governo cattocomunista populista esegue: sussidi clientelari, assistenzialismo caritatevole, rivendicazionismo spicciolo tipico del blocco sociale corporativo parassitario interpretato dalla Monarchia, dal Fascismo e dal Vaticano ed ereditato dalla Dc e dal Pci con la Repubblica, mai attuata in questi 74 anni di vita formale.

Non è mai esistito, tranne il Pri di Oronzo Reale, Ugo La Malfa e Giovanni Spadolini un partito che abbia spiegato agli italiani la forza rivoluzionaria della concezione democratica integrale contenuta nella Costituzione repubblicana. Il blocco corporativo, assistenziale, rivendicativo, è stato rappresentato come blocco contrapposto, nel bipolarismo italiano, ma rispondeva alle medesime logiche di rapina verso lo Stato e l’interesse generale.

Che fosse Stato assistenziale-parassitario o rivendicativo-massimalista funzionale al ruolo di opposizione, di classe, esso produceva e produce rispetto all’interesse generale e al meccanismo di sviluppo del paese, le medesime distorsioni. Non è a caso che le leggine di sussidi vari venivano approvate da democristiani e comunisti insieme in Parlamento alimentando la voragine del debito pubblico. E vengono approvate da questo governo cattocomunista populista che ne è l’erede sociale e politico.

La Repubblica, cioè il patto sociale con regole condivise che unisce il paese, veniva e viene disatteso dalla politica di conflitto, di rivendicazione in servizio permanente fra destra e sinistra, in lotta per la conquista del potere e non per il governo dell’interesse generale, come vorrebbe il concetto di patto sociale, cioè di Repubblica, che troviamo in Giuseppe Mazzini e nei costituenti.

Il partito della democrazia integrale che Mazzini disegna in contrapposizione al manifesto comunista di Marx, e che costituisce il programma dell’alleanza democratica repubblicana Universale, basato sul dovere verso il bene comune e sul concetto di conoscenza, il sapere dell’umanità come molla eterna del progresso, viene ripreso dal partito d’azione fondato da Mazzini, da Ugo La Malfa.  Esso implica la concezione di una funzione di responsabilità verso l’interesse generale che tutti i cittadini devono esercitare siano essi operai o ceti medi o imprenditori verso la Repubblica .

La politica di programmazione, la nota aggiuntiva e la politica dei redditi, sono gli strumenti di governo che ad ogni livello devono ispirare i governanti per riequilibrare le storture di un meccanismo di sviluppo spontaneo alimentato da rivendicazioni di ogni tipo che chi governa e chi sta all’opposizione alimentano distruggendo il bene del paese e precludendo il futuro ai giovani.

Il partito della democrazia integrale incarna l’idea della Repubblica e rappresenta da sempre l’idea riformatrice a disposizione di chi nel paese crede nella libertà, nel merito, nella buona gestione, nelle scelte prioritarie e progettuali, in chi crede che la libertà sia vera solo garantendo lavoro, sviluppo alle imprese, modernità di welfare e di sistema paese, con uno stato snello ed efficiente, non con burocrazia, livelli dello stato ripetitivi, spesso inutili, ma funzionali al sistema operativo di potere.

Questa è la vera alternativa che serve al paese, mettendo insieme tutte le forze Repubblicane, liberal-democratiche, Azioniste, laiche con un unico punto programmatico: realizzare i valori della Costituzione repubblicana. Di fronte a questo compito che la storia ci affida nel nostro tempo, che è l’unico tempo in cui possiamo esercitare una funzione, le miserie di schieramento, le piccolezze e gli opportunismi di aspirazioni personali, senza età, senza valutazione di merito, appaiono non adeguate. Piccoli o grandi dirigenti, il faro delle nostre scelte non possono essere che le sorti del paese, lo sviluppo della democrazia e degli spazi di libertà individuali e sociali, lo spazio del Pri e dei partiti liberal democratici come vitale per le sorti democratiche. Il primo passo è rappresentato dal dire NO compatti al referendum come necessità per preservare la democrazia rappresentativa e parlamentare e la sovranità popolare minacciata da “ducetti” di destra e sinistra vedovi del bipolarismo o addirittura tendenti al bipartitismo populista. La seconda è rappresentata dalla lezione di Mario Draghi vero statista, un gigante rispetto alle miserie espresse da questo governicchio di incapaci, semigolpista e dalla pochezza di questa destra illiberale che non sa cogliere né l’occasione del referendum sul taglio ai parlamentari per mandare a casa il governo, né l’occasione del Recovery Plan per fare un salto di cultura di governo dell’interesse generale, come occasione di diversità alternativa.

Cercheranno di confinare Draghi verso la presidenza della Repubblica per impedirgli di cambiare il paese, confinato in un ruolo di garanzia super partes.

Molti parlano di partito che non c’è ma questo partito esiste è come un fiume carsico che vive nella storia di questo paese; è il Pri è le sue lotte, è presente nelle battaglie Atlantiche ed europeiste di liberali, socialisti liberali, nei radicali, nelle battaglie laiche di Pannella, Reale, della Bonino, in tutte quelle associazioni dai mazziniani, alle associazioni Einaudi, e di ispirazione liberale, nella Uil, nell’ Endas, nell’Agci, E in uomini intellettuali, giornalisti, imprenditori, che sono in attesa di un segnale. Draghi, Cisnetto, Folli, Molinari, Magri, Giannino, Giacalone, Della Valle, Martelli, Martino, Cacciari, Pasquino, oltre naturalmente al Pri, al Pli, ad Azione e a Pr e +Europa possono rappresentare l’embrione di una Costituente che disegni le linee guida di rinnovamento democratico e del paese. È questo il messaggio rivoluzionario di Corrado de Rinaldis Saponaro fin dal congresso e da marzo con la lettera alla Stampa. Adesso bisogna realizzarlo possibilmente col concorso di tutti, tranne di coloro che remano contro ogni giorno con azioni e personalismi deleteri.