Il risiko delle telecomunicazioni in italia prende forma. Ieri il consiglio di amministrazione di Telecom Italia SpA ha approvato un accordo con KKR Infrastructure Fund e Fastweb SpA per la costituzione di FiberCop SpA, una NewCo in cui verranno conferite la rete ultimo miglio di TIM – il local loop che va dall’armadio di strada alle abitazioni dei clienti – e la rete in fibra ottica sviluppata da FlashFiber, una joint-venture partecipata da TIM per l’80% e Fastweb per il 20%.

Contestualmente, TIM ha accettato un’offerta vincolante di EUR 1,8 miliardi da parte di KKR Infrastructure. Il Fondo acquisterà il 37,5% di FiberCop, sulla base di un enterprise value di circa EUR 7,7 miliardi – equity value EUR 4,7 miliardi – , mentre Fastweb riceverà il 4,5% in corrispettivo del conferimento del 20% attualmente detenuto in FlashFiber.

Infine, il cda di TIM ha esaminato e approvato una lettera d’intenti di CDP Equity finalizzata ad integrare FiberCop nel più ampio progetto di costituzione di una società di gestione della rete unica nazionale, dando mandato all’amministratore delegato, Luigi Gubitosi, di sottoscrivere l’intesa.

Il Responsabile Nazionale Esteri del PRI Bepi Pezzulli, intervistato dall’agenzia stampa inglese Alliance News ha commentato i contorni dell’operazione: “Occorre valutare due profili correlati ma separati – ha detto Pezzulli -: Il primo è l’opportunità di costituire una rete unica. Da un punto di vista industriale, la rete unica ha senso: produce sinergie finanziarie sui livelli di investimenti in tecnologia necessari per mantenere la rete moderna ed efficiente”.

“Il secondo profilo – ha spiegato Pezzulli – è il modello proprietario e di governance della rete. A tal proposito, occorre valutare se la separazione societaria è sufficiente oppure occorra anche una separazione proprietaria. La letteratura economica non ha al momento ancora dato una risposta univoca a tale questione. In UK, il regolatore inglese, Ofcom, ha optato per la concorrenza sui servizi e imposto ‘l’uguaglianza nell’accesso’ al local loop, l’ultimo miglio”. In base alla normativa Uk, ogni operatore di tlc può accedere alla rete locale a condizioni trasparenti e non discriminatorie. Ciò è reso possibile dalla separazione operativa tra la rete e il servizio di tlc di BT. L’incumbent ha creato una divisione rete, denominata OpenReach, che vende l’accesso sia alla divisione retail di BT che ai concorrenti, pur mantenendo la proprietà della divisione medesima nelle mani dell’ex monopolista britannico.

In Europa, appare prevalente il modello di separazione societaria. In Australia e Nuova Zelanda, invece si applica il modello della separazione proprietaria – agli operatori non è consentito detenere partecipazioni azionarie dell’infrastruttura. Negli USA, c’è addirittura concorrenza tra infrastrutture”, le 4 grandi compagnie di tlc competono con gli operatori di tv via cavo, gli uni e gli altri offrono pacchetti di servizi che includono telefonia fissa, telefonia mobile, tv e internet.