Lo striminzito voto di fiducia sul Decreto Covid segna l’inizio dell’agonia del regime di Von Konte, con tanto di comunicati stampa della Farnesina tesi a smentire blandamente una sua fronda contro il Premier. Il bilancio politico del governo è di aver polverizzato il Movimento 5 stelle e messo in stato catatonico il Pd che teme ora di perdere la Toscana. Dall’altra parte è riuscito nel miracolo di resuscitare Salvini che era sotto un macigno e lanciare la volata alla Meloni. Un capolavoro. Sul piano dei risultati ha proporzionalmente uno dei numeri di morti attribuiti al Covid-19 più alti al mondo e una richiesta di 100 miliardi di finanziamenti alla comunità europea che non arriveranno mai perché il governo non è in grado di scrivere uno straccio di progetto di riforme. Il formidabile lockdown ha causato un arretramento del pil di oltre dodici punti e questo non è tutto perché ora c’è la scuola che potrebbe non ripartire. Il governo ha terrorizzato tutto un paese inclusi gli insegnanti che vogliono restare a casa e poiché conoscono meglio degli altri cittadini i loro diritti costituzionali e di categoria rifiutano di sottoporsi a tamponi ed esami sierologici. Li volete multare? Benissimo si mettono in pensione, in aspettativa, sai che gli importa. Hai un bel misurare la distanza fra i banchi se le cattedre restano vuote ed il governo dove domina la terza media come titolo di studio non ha un piano per sostituirli. In queste condizioni serve che nasca un’opposizione nazionale a questo governo diversa dalla destra ed il referendum dove Salvini e la Meloni sono giustamente (secondo loro) con Conte, è la prima occasione utile da non sprecare. Non è facile, ma non è impossibile.

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Laureato in Storia della Filosofia presso l'Università di Roma I la Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all'Ufficio esteri del PRI diretto dall'onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore della Voce Repubblicana. E' stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l'Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è vice direttore della Voce Repubblicana.