Il primo negazionista é stato il professor Conte, il sei febbraio. Si é presentato in TV e ha detto che non c’erano rischi che la sanità italiana era a prova di bomba. La dichiarazione per chi non l’ha sentita con le sue orecchie è nelle carte della procura perché veniva fatta quando la regione Lombardia chiedeva istruzioni al governo sui casi di Alzano e Nembro. Il comitato tecnico-scientifico nelle sue carte se ne occupa a marzo, ma il caso si apre a gennaio ed il governo se ne interessa a febbraio per ignorarlo. Infatti Conte dirà ai magistrati che ha disatteso la richiesta del suo CTS il tre marzo, isolare i comuni in questione, perché la situazione era già compromessa. A noi però ha detto di non sapere della richiesta del CTS. A parziale giustificazione del presidente del consiglio c’è l’OMS e la maggioranza degli scienziati che hanno poi passato il lockdown in televisione, Burioni e Capua in testa, tutti convinti fino allora che si trattasse di una influenzina che non ci fosse bisogno delle mascherine. Ancora a marzo, lo si legge nelle carte desecretate, il CTS sostiene che basta chiedere alla popolazione over 75 di evitare i posti affollati. É chiaro che quando si parte con il piede sbagliato è difficile riprendere il passo per cui dall’abbracciamo tranquillamente i cinesi di Zingaretti, si è passati all’isolamento, la mascherina e la distanza. Non c’è bisogno di tutte queste misure ne bastava adottare una, le abbiamo adottate tutte e tre unici al mondo. Da che si capisce che ci sia gente che ne abbia abbastanza e protesti con forme estreme. Il virus ovviamente esiste ma i morti ci sono stati per l’assenza di protocolli sanitari adeguati. Dove i protocollo di prevenzione sanitaria esistevano le morti sono insignificanti. Il Veneto che ha ignorato le esitazioni del governo e si è mosso con la sufficiente determinazione al primo caso sospetto nonostante una casistica drammatica dei contagi ha contenuto le morti. Il Veneto ha fatto da solo ma la prevenzione sanitaria delle regioni è materia di sanità nazionale. Il ministro Speranza se n’era dimenticato e adesso a virus clinicamente morto, come sostiene Zangrillo, è diventato il campione di prudenza. Fino a quando c’è questo governo avremo anche i negazionisti. Sono quelli che si chiama un effetto collaterale.