Il governo della Repubblica di Roma era talmente debole che ogni volta vi fosse un pericolo il Senato conferiva i poteri ad un solo cittadino per affrontarlo. Il dittatore disponeva persino del diritto di vita e di morte di ciascuno, ma non del diritto di proroga del suo mandato. La durata del mandato restava saldamente nelle mani del Senato. Solo Mario ritenne che, forte del suo esercito e del consenso popolare, si potesse fare a meno del Senato. Ma contro di lui mosse Silla per ripristinare le istituzioni repubblicane. Per riuscirvi dovette imporre una dittatura ancora più feroce dove di ogni famiglia mariana si risparmiarono solo i giovanissimi, come Caio della gente Giulia e con malincuore perché Silla giudicava Caio cento volte peggiore dello zio Mario. Silla si era illuso di aver ripristinato la legalità repubblicana a Roma e si ritirò poco prima che questa finisse soppressa definitivamente dalla schiatta di Mario.

Non é molto diversa da Roma l’esito della Repubblica in Francia. Danton esausto dalla dabbenaggine girondina chiede un governo e si ritrova con la morte della gironda ed il Terrore. Quale che fosse il giudizio su tutto questo la Repubblica fu salva. Diverso se invece la Repubblica nel ’99 rinunciando alle sue conquiste non si sarebbe risparmiata 15 anni di guerra. Gli storici di accapigliano ancora a riguardo. Mentre non vi é dubbio alcuno che il colpo di stato del 1851 non dipende da una Francia in pericolo quanto dalla vanagloria di un singolo individuo che pure impose un dominio alla Francia più lungo di quello dell’autentico Bonaparte.

Il governo repubblicano é dunque mite perché non si crea mai una Repubblica per trovarsi un padrone, quanto, semmai, per cacciarne uno. Tale mitezza, il non dominio teorizzato dal professor Petit finisce con lo scontrarsi a volte con le circostanze, a volte con le ambizioni degli uomini.

Il Partito repubblicano, il partito di chi difende la Repubblica e le sue istituzioni deve essere il primo a riconoscere l’emergenza e chiedere la dittatura, così come deve essere il primo a chiedere la fine della stessa appena le condizioni lo consentano. Il Partito repubblicano deve anche sapere riconoscere l’uomo che possa esercitarla per non porre la Repubblica nelle mani di avventurieri che sfruttano a loro favore le circostanze. Quello che il Partito repubblicano non potrà mai fare é invece sostenere chi impone la dittatura negando che essa sia tale e poi se la proroghi come se essa fosse condizione normale della vita repubblicana.