Il risveglio di Emanuel Macron contro il radicalismo islamico è tardivo, ma, come si suol dire in questi casi, meglio tardi che mai.
Uscito dal sonno, Macron ha scoperto che vi sarebbe in Francia un separatismo islamico che compromette le regole del paese creando una società alternativa nella quale le proprie leggi e norme, che sono poi quelle codificate dalla Sharia, hanno la meglio su quelle laiche della nazione.
Formidabile.
Sì, è la conseguenza di un portato religioso chiamato Islam. Funziona così da 1400 anni.
Non esiste e non e mai esistito fino ad oggi un islam integrato con il liberalismo e la democrazia, un Islam che abbia mischiato armoniosamente John Locke, Benjamin Constant e Raymond Aron, con le sure del Corano. Ora, con circa sei milioni di musulmani sul suolo patrio (anche se bisogna vedere quanti di loro sono praticanti e ortodossi), la questione è abbastanza problematica per il risvegliato Macron.
Nel 2014, L’Institute Montaigne, pubblicò una ricerca di 2,200 pagine dal titolo, “Sobborghi della Repubblica”nella quale veniva mostrato che specifici sobborghi francesi stanno trasformandosi progressivamente in “società islamiche separate” governate dalla Sharia.
A seguito delle sue dichiarazioni, Macron si è dovuto prendere la reprimenda di Erdogan, il quale lo ha accusato di essere mentalmente instabile.
L’islamista Erdogan, membro della NATO con il secondo esercito più cospicuo, e protagonista in questi anni di una arrembante politica neo-ottomana, non perde mai occasione per mostrare la sua arroganza, tanto non ci sono mai conseguenze.
La Francia ha richiamato il proprio ambasciatore in Turchia e ha risposto a stretto giro di posta al rais turco che “Non accetterà insulti”.
Risum teneatis.
Ci vuole ben altro con Erdogan e con l’Islam che cerca di imporre il proprio radicalismo. Ci vogliono misure nette e concrete di contrasto. L’Europa langue e la Francia risponde sdegnata, mentre vengono decapitati degli insegnati che hanno osato mostrare in una classe le caricature del profeta che costarono la vita ai giornalisti di Charlie Hebdo ed Erdogan continua sostanzialmente indisturbato a propagare il proprio suprematismo islamico.
I dormienti si svegliano a sussulti, ma chi è sveglio come Erdogan e compagni non perde tempo.
Articolo precedenteSul Mes una decisione non politica ma manageriale
Articolo successivoIl Senato USA conferma Amy Coney Barrett
Milanese. Laureatosi in filosofia teorica a Roma, è ricercatore indipendente relativamente al conflitto arabo-israeliano. Collabora con L’Informale, Progetto Dreyfus e Caratteri Liberi. Diverse sue interviste con alcuni dei più autorevoli studiosi di storia di Israele, islamismo e jihad, tra cui Benny Morris, Daniel Pipes, Robert Spencer e Mordechai Kedar, sono apparse oltre che su L’Informale, su DanielPipes.org, Middle East Forum, Frontpage Magazine e The Jerusalem Herald. Direttore editoriale della collana Ricerche sull’antisemitismo e l’antisionismo della Salomone Belforte Editore, ha pubblicato Il Sabba Intorno a Israele: Fenomenologia di una demonizzazione, Lindau, 2017 e Il Capro Espiatorio: Israele e la crisi dell’Europa, Lindau, 2019. Segue la politica estera per La Voce Repubblicana.