La fatwa di Erdogan contro Macron reo di avere parlato della sua volontà di non tollerare in Francia il separatismo islamico, di fatto in atto da molti anni, produce, a seguito della decapitazione di Samuel Paty, reo, a sua volta, di avere mostrato in classe ai suoi alunni le celebri vignette blasfeme su Maometto pubblicate da Charlie Hebdo, i suoi frutti.
Tre morti e un ferito grave nell’attaco avvenuto nella chiesa di Notre Dame a Nizza. Il sacrestano è stato sgozzato e una donna è stata decapitata.
L’assassino, 25 anni, è un musulmano di origine maghrebina, un fulgido esempio di integrazione islamica della terza generazione su suolo francese. Durante la carneficina urlava “Allah Akbar”.
Il il sindaco di Nizza Christian Estrosi ha detto che “Non ci sono dubbi sul fatto che fosse un militanto islamo-fascista”. No, Monsieur Estrosi, il fascismo non c’entra assolutamente niente. Basta leggere il Corano. Maometto non era fascista. Le sure medinesi non sono fasciste. Antecedono il fascismo di centinaia di anni.
Fino a quando non si vorrà capire che le gesta di chi ha decapitato Samuel Paty e ha commesso queste ennesime atrocità sono perfettamente islamiche, e che trovano la loro piena legittimazione nel Corano, si continuerà a voltare le spalle alla realtà e a essere testimoni di futuri attacchi.
Erdogan soffia sul fuoco e lo fa da islamista colluso con i Fratelli Musulmani. Sa che può contare su un ampio consenso e che non si vedranno le piazze gremite di musulmani francesi che difendono il valori della Repubblica e lo contestano. Non accadrà.
Il Covid-19 se ne andrà prima o poi ma il jiadismo non se ne andrà, e non se ne andrà, per un semplice motivo, è intrinseco all’Islam, esso è un dispositivo che non è mai stato dissinnescato. Per disinnescarlo andrebbe riformato l’Islam in modo profondo, ma tutti coloro che ci hanno provato hanno pagato i loro tentativi a caro prezzo.
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Milanese. Laureatosi in filosofia teorica a Roma, è ricercatore indipendente relativamente al conflitto arabo-israeliano. Collabora con L’Informale, Progetto Dreyfus e Caratteri Liberi. Diverse sue interviste con alcuni dei più autorevoli studiosi di storia di Israele, islamismo e jihad, tra cui Benny Morris, Daniel Pipes, Robert Spencer e Mordechai Kedar, sono apparse oltre che su L’Informale, su DanielPipes.org, Middle East Forum, Frontpage Magazine e The Jerusalem Herald. Direttore editoriale della collana Ricerche sull’antisemitismo e l’antisionismo della Salomone Belforte Editore, ha pubblicato Il Sabba Intorno a Israele: Fenomenologia di una demonizzazione, Lindau, 2017 e Il Capro Espiatorio: Israele e la crisi dell’Europa, Lindau, 2019. Segue la politica estera per La Voce Repubblicana.