Il maggio scorso, abbiamo visto la singolare situazione del ministro Boccia impugnare un’ordinanza sui tavolini dei bar all’aperto della Regione Calabria e ricorrere al Tar. In quel caso, il Tar diede ragione al governo e la regione fece un passo indietro. Ordine pubblico e sicurezza sono, secondo l’articolo 117 della Costituzione, materia esclusiva dello Stato. Ma attenzione, per detto articolo, istruzione e tutela della salute sono invece materia di legislazione concorrente, per cui  il Tar avrebbe anche potuto considerare una controversia sulla salute pubblica e difendere le scelte della Regione Calabria. Non c’è dubbio alcuno invece che se il ministro Azzolina impugnasse davanti al Tar le decisioni della Campania sulla scuola, vincerebbe la Campania; l’istruzione é competenza di legislazione concorrente. Anche se, va detto, vi sarebbe da discutere su cosa significa autonomia delle istituzioni scolastiche – c’è il rischio che le scuole stesse potrebbero respingere i provvedimenti della Regione facendo entrare dalla finestra il governo tenuto fuori dalla porta. Da che si capisce come una volta ottenuto il via libera del parlamento sullo stato di emergenza il governo ha ridotto il Parlamento ad occuparsi di transomofobia, ma non ha guadagnato un metro di potere  sulle regioni. Le quali restano enti autonomi, anche se ad autonomia limitata dalla costituzione. Da anni si discute il Titolo V volendo introdurre un principio di prevalenza nazionale sui possibili conflitti, ma mai lo si é fatto. Per cui mentre il parlamento é stato facilmente piegato, le regioni possono ribellarsi e mostrare tutta la debolezza politica di un governo che ha surrogato la Costituzione con un decreto della protezione civile. Non fosse appunto che le regioni dispongono di un margine tale per cui alla tutela della salute possono pensare loro e hai voglia, allora, a fare ricorsi.