Che la situazione sia preoccupante si comprende dal fatto che domenica sera, in seconda serata e sulla programmazione Mediaset, é stata trasmessa “La morte a Venezia” di Visconti.

A occhio, non é che Visconti venga più molto considerato dalle piattaforme televisive in genere. Fra centinaia di schifezze, Sky ha dato di recente il suo “Gruppo di famiglia in un interno”, opera  minore. Negli ultimi anni su tutta la tv via cavo può essere capitato un “Bellissima” o “Rocco e i suoi fratelli”, ovvero i suoi capolavori.

Sicuramente per vedere ” La morte a Venezia” bisogna tornare al secolo scorso. Ed ecco Tadziu riapparire sul piccolo schermo dopo più di vent’anni.

Per quanto il film sia discutibile il messaggio originale  é chiaro, la coscienza dell’uomo va vagliata nel confronto con la decadenza e la morte. La bellezza ne é solo un presagio.

Come si sa Thomas Mann ambiva ed essere il Goethe del suo tempo ed é plausibile che lo sia stato, ma a suo modo. Goethe trova la sua vena artistica nella salute e nella forza, scrive il “Faust” su un carro al seguito dell’armata dell’elettore del Wuttemberg mentre invade la Francia. Mann dalla malattia e dalla miseria, scrive il “Doctor Faustus”, mentre fugge dalla Germania. E questo segna la cultura del settecento rispetto a quella del novecento.

Il problema é quale cultura avremo in questo secolo. L’unico a preoccuparsene sembra l’artista Morgan, anche lui domenica sera in televisione, per dire sommessamente che il corona virus non può essere il tema dominante, che il nostro é il paese di Michelangelo e Leonardo.

Parole belle ma sprecate. Il nostro paese é oggi principalmente una espressione vaticana e non ha niente di culturale quanto ancora meno ha di scientifico.

Altrimenti non dovremmo ascoltare il presidente del consiglio della Repubblica spiegarci il vero spirito del Natale.

Terrore e tremore questo ci ha dato il governo e questo ci aspetta. In compenso chiusi in casa a natale, leggetevi “La morte a Venezia”. Finisce che prima o poi lo bruciano.