In una lunga intervista, di cui ampi stralci sono stati pubblicati su Il Corriere della Sera, Emanuel Macron ribadisce per l’Europa un ruolo di sovranità e autonomia, prende le distanze dagli Stati Uniti sul tema dell’uguaglianza, “I nostri valori non sono esattamente gli stessi. Abbiamo un attaccamento alla socialdemocrazia, a una maggiore uguaglianza” (egalitè, egalitè, egalitè).
Rilancia il vecchio sogno di De Gaulle di una politica internazionale europea sganciata dall’egemonia statunitense, e, parlando di terrorismo islamico dà il meglio di sè quando dichiara che “Penso in particolare a quel terrorismo definito islamista, ma che in realtà è perpetrato in nome di un’ideologia che distorce una religione” riproponendo la distinzione ormai consolidata dell’Islam come religione e dei jihadisti come deviati al servizio di una ideologia estranea all’Islam.
Poi, ha un sussulto sovranista che vale la pena riportare.
“L’Europa deve riaccendere la fiaccola dei suoi valori. Questi valori vengono abbandonati ovunque. La lotta contro il terrorismo e l’islamismo radicale è una lotta europea, ed è una lotta alla nostra altezza: credo che, in fondo, la lotta contemporanea sia contro la barbarie e l’oscurantismo”.
Bene. Si tratta di capire quale sono questi valori “abbandonati ovunque”. Macron non lo spiega. Sembrerebbe di capire che questi valori abbandonati potrebbero aiutare nella lotta contro “l’islamismo radicale”, ovvero contro la barbarie e l’oscurantismo, sennonché la cosa resta nel vago, rimane una frase buttata lì. Gli intervistatori non gli domandano a cosa si riferisce esattamente
Aspetteremo la prossima intervista per capire meglio. Intanto, senza particolare sorpresa apprendiamo che la Francia si propone come mosca cocchiera della nuova Europa politica che non è mai nata ma che verrà, verrà…
Articolo precedenteL’impatto del Covid-19 sull’economia turistica
Articolo successivoLa Rai, un battello ubriaco fermo al XIX secolo
Milanese. Laureatosi in filosofia teorica a Roma, è ricercatore indipendente relativamente al conflitto arabo-israeliano. Collabora con L’Informale, Progetto Dreyfus e Caratteri Liberi. Diverse sue interviste con alcuni dei più autorevoli studiosi di storia di Israele, islamismo e jihad, tra cui Benny Morris, Daniel Pipes, Robert Spencer e Mordechai Kedar, sono apparse oltre che su L’Informale, su DanielPipes.org, Middle East Forum, Frontpage Magazine e The Jerusalem Herald. Direttore editoriale della collana Ricerche sull’antisemitismo e l’antisionismo della Salomone Belforte Editore, ha pubblicato Il Sabba Intorno a Israele: Fenomenologia di una demonizzazione, Lindau, 2017 e Il Capro Espiatorio: Israele e la crisi dell’Europa, Lindau, 2019. Segue la politica estera per La Voce Repubblicana.