Nell’antichità quando un sovrano commetteva un errore si precipitava ad accusare un qualche suo servitore di averlo indotto a farlo e gliene scaricava la responsabilità. Dopodiché lo immolava al popolo. Questo non lo metteva al riparo da commettere altri errori, ma il popolo era contento.

Per questo all’inizio dell’età contemporanea quando il sovrano di Francia tentò la fuga dalla nazione, il suo partito all’interno alla Legislativa che aveva la responsabilità del governo, Barnave, Lafayette, disse che il sovrano era stato rapito. Solo che in questo modo il popolo non vedendo un  qualche colpevole del rapimento, se la prese con coloro che avevano sostenuto questa tesi, il club fogliante e poi accusarono il Re di tradimento.

Per tutta l’antichità, fino al tempo moderno, é passata l’idea che il sovrano quale che sia, deve far pagare i suoi errori a qualcuno se non vuole che ricadano presto direttamente su di lui.

Anche Bonaparte, sconfitto a Waterloo, lasciò volentieri credere che sul campo avesse sbagliato Ney, avesse sbagliato Grouchy, o che la colpa fosse del fango. Perso tutto, rimase intatto il suo onore militare e sulla Russia scrisse che l’imperatore fu sconfitto dagli elementi, non certo dalla sua vanagloria…

Non si é mai visto invece un sovrano che commesso un errore, se l’attribuisca, o persino prenda su di sé la colpa di altri. Se nei tempi odierni un sovrano si comportasse così, non darebbe prova di grandezza d’animo, ma solo di essere uno stolto, perché per l’appunto gli errori si pagano.

Se non si trova qualcuno su cui farli ricadere, il bersaglio diventerà la credibilità del sovrano.

Ma ora abbiamo finalmente, dopo secoli bui, un sovrano illuminato che non commetterà mai un secondo passo falso.

É qui che appunto si annida la stoltezza, non solo la presunzione  che mancava persino a Napoleone, di non far pagare chi sbaglia, ma anche quella di credere che fatto un passo falso non se ne compia presto un secondo magari ancora più grave.

Senza contare nel frattempo che il popolo potrebbe convincersi che l’errore denunziato non sia affatto il primo, bensì solo l’ultimo di una catena rimasta impunita. Allora vedrai che fine farà la sovranità, il suo grande sovrano.