La cosa più miserevole per la vita di una società democratica é di apprendere dei decreti del governo a mezzo stampa, esattamente come avvenne per le inchieste delle procure negli anni novanta del secolo scorso.

Il governo in Repubblica non é una procura e si presenta al parlamento per ottemperare alla funzione legislativa. Oggi invece  si chiude a Palazzo Chigi e decreta.

Si é venuti a sapere tramite la stampa che il ministro Azzolina sta conducendo una battaglia piuttosto vana per riaprire le scuole in presenza quando l’esecutivo propende per riaprire piuttosto i centri commerciali.

Una giovane deputata cinque stelle, in televisione, non a Montecitorio, ha sostenuto con calore le ragioni del ministro dell’istruzione. Sarebbe stato imposto dalla legge suprema e fondativa dello Stato sapere se il decreto del governo abbia la maggioranza dell’aula e in che punti, se il Parlamento propendesse o meno per le obiezioni del ministro Azzolina e se il governo dovesse correggersi o dimettersi.

Non si dica solo che non c’è tempo  per tutto questo, visto che l’ultimo decreto si é fatto attendere una settimana quando sarebbe servito diramarlo in quella precedente.

A proposito di questo capolavoro del governo, se i dati sui contagi quotidiani hanno un qualche senso, é molto difficile ritenere un successo la riduzione della curva di due punti percentuali. Verrebbe da dire che tutto l’armamentario di regole, zone multicolori, coprifuoco ha prodotto un topolino.

Soprattutto non si incide sulla pressione ospedaliera e sui morti. Dopo un’emergenza ininterrotta da marzo ad oggi, unico paese europeo con tanto di ferragosto in mascherina al bar della spiaggia, l’Italia ha in proporzione il record di morti in Europa ed il terzo al mondo,  dopo Iran e Messico.

Per cui con queste stime, le misure, se servono a qualcosa dovrebbero essere irrigidite, non allentate.

E se le si allenta nei centri commerciali, tanto varrebbe allentarle anche nelle scuole. É vero che si preferisce un asino vivo ad un dottore morto. Ma se devono morire entrambi, meglio il dottore.