Parte oggi un percorso comune tra Azione e Partito Repubblicano Italiano “per contrastare una coalizione di governo pesantemente condizionata dal populismo e un’opposizione a trazione sovranista, che imprigionano la politica in un costante scontro ideologico che ignora i reali problemi del paese”. Lo scrivono nel documento politico congiunto delle due forze politiche Carlo Calenda, leader di Azione, e Corrado de Rinaldis Saponaro, segretario nazionale del Pri. “In questo difficile momento, Azione e il Partito Repubblicano Italiano condividono la necessità di superare i concetti di destra e sinistra del XIX secolo ed esprimono la volontà – recita il documento – di avviare un percorso che metta al centro del quadro politico una forza che riunisca tutti coloro, liberali, popolari, riformatori, che si riconoscono nei valori della Costituzione repubblicana”. Calenda e Saponaro hanno più volte separatamente evidenziato una convergenza concettuale: la necessità di costruire un modello in cui il ruolo dello Stato deve essere quello di assicurare a tutti cure sanitarie, sicurezza e giustizia in tempi certi, istruzione e ricerca e di proteggere e garantire chi è più debole, soprattutto in un momento di transizione come quello che stiamo vivendo, ma senza mai sostituirsi alla libertà personale ed economica.

Per il Vice segretario Pri Oliviero Widmer Valbonesi il percorso verso una terza forza libdem raccoglie l’appello dei giovani che vogliono rimanere liberi e non schiavi dei sussidi caritatevoli. Dei piccoli e medi imprenditori, dei lavoratori e dei pensionati che vogliono essere parte attiva di una democrazia repubblicana.

Ma ora diventa possibile collaborare anche sui temi parlamentari; la recente unione dei parlamentari di Azione e +Europa fornisce uno sbocco alla voce dei liberal-democratici. La collaborazione include le prossime scadenze elettorali a partire dalle prossime elezioni per il sindaco di Roma, nelle quali il Partito Repubblicano sostiene con convinzione la decisione di Carlo Calenda di impegnarsi in prima persona per restituire alla capitale il ruolo che ad essa compete in Italia e nel mondo.