La tempesta politica perfetta in Ucraina: l’elezione del sindaco di Odessa.

A Odessa si é verificata la tempesta politica perfetta. I partiti governativi ed europeisti, che portano l’ereditá morale delle rivoluzioni arancione (2004) e Euromaidan (2013), non sono neanche arrivati a piazzare i loro candidati al ballottaggio.

Al secondo turno si sono sfidati Nikolay Skorik, campione del partito filo-russo Oppobloc (anti-NATO e anti-Unione Europea), una quinta colonna di Putin in Ucraina, e il Sindaco uscente Gennadiy Trukhanov, personaggio dalla immagine publica opaca a causa del suo rapporto, mai negato, con imprenditori legati alla criminalitá e dei suoi scandali finanziari. I giornali ucraini lo hanno definito un “duello tra i due mostri”. Alla fine, ha vinto Trukhanov con pochi voti di vantaggio (54%). Gli elettori dei partiti europeisti lo hanno appoggiato, scegliendo il male minore.

Perché gli abitanti di Odessa, capitale marittima dell’Ucraina, cittá ricca di storia e cultura, hanno votato cosí? Proviamo a ragionare su alcuni dati di questa campagna elettorale, che é rivelatrice di un malessere politico di tutto il Paese.

Innanzitutto, al voto si sono presentati pochi elettori: circa il 30% al primo turno, di 686mila aventi diritto (su un milione di abitanti), e solo il 25% al secondo turno. La maggioranza della popolazione é sfiduciata verso i politici e non crede che uno o l’altro candidato possano cambiare qualcosa.

I votanti dei due partiti arrivati al ballottaggio, sono stati guidati da due ragionamenti prevalenti:

  • Voto “usato sicuro”: il sindaco uscente non é il politico perfetto, e forse ruba (“come tutti gli altri”), ma almeno lo conosciamo e ha mostrato di saper gestire una cittá difficile. Ossia, ci teniamo la macchina usata con i guasti che sappiamo, piuttosto che una nuova che ci riserva sicuramente sorprese peggiori. Scetticismo e paura del cambiamento.
  • Voto “nostalghia”: si viveva meglio prima (leggi: ai tempi dell’Unione Sovietica); frustrazione degli strati piú umili della cittadinanza, che vedono le loro condizioni economiche peggiorare. Inoltre, cresce la percezione che il governo di Kiev sia ostile a Odessa e calpesti la sua identitá culturale (leggi: penalizzazione del Russo, la lingua di Odessa, a favore dell’Ucraino).

Non va comunque dimenticato, che il partito di Trukhanov, una alleanza tra sindaci di diverse cittá, ha mostrato una grande debolezza con solo il 26,2% dei voti al primo turno (a fronte di sondaggi di oltre il 48%). Quindi, é inevitabile una allenza con i due partiti moderati, per ottenere la maggioranza nel Consiglio comunale per coontrastare l’opposizione del partito filo-russo (23.7%).

Allora, vediamo la performance degli due partiti moderati in gara. Il partito del Presidente Zelensky, “Servitore del Popolo”, alle elezioni politiche di un anno e mezzo fa a Odessa aveva preso il 42% al primo turno e l’80% al secondo. Ci si aspettava che arrivasse almeno al ballottaggio. Invece, ha raccolto un misero 12.5%. Migliore il risultato del partito dell’ex-presidente Poroshenko, “Solidarietá Europea”, che, nonostante i sondaggi che lo davano al 5%, ha ottenuto un 11,9%, rischiando di superare il partito presidenziale. Nel primo caso, pesa il declino di Zelensky, che ha disatteso le grandi speranze di cambiamento, accese un anno fa durante la sua campagna presidenziale. La scelta di candidare a sindaco un famoso (anziano) attore comico di Odessa. Oleg Filimonov, e la presenza di alcuni prestigiosi imprenditori nel team elettorale, non hanno risollevato le sorti. Nel secondo caso, il candidato di Poroshenko, il giovane imprenditore di start-up Piotr Obukhov, ha resuscitato un partito quasi defunto, grazie ad una brillante campagna elettorale. Una novitá nella politica locale, che é piaciuta soprattutto all’elettorato giovane.

Ragionando su questa elezione locale, vanno compresi quali sono gli atteggiamenti culturali prevalenti presso gran parte degli abitanti della “Perla del Mar Nero”, che ostacolano una partecipazione politica piú attiva e consapevole:

  1. Scarsa ambizione. Il cittadino medio di Odessa non si illude che una buona amministrazione possa migliorare la qualitá della vita (trasporti, rifiuti, acqua potabile, piú posti di lavoro), né ha interesse al successo di Odessa in termini di sviluppo e fama, al confronto con altre cittá.
  2. Qualunquismo. Sfiducia diffusa verso chiunque vada al potere. Retaggio storico di una terra che ha vissuto il centralismo sovietico. L’esempio del potere assimilato da molte generazioni é quello di Stalin (persecuzione e saccheggio) o Breznev (corruzione e paralisi sociale). Mancano esempi storici di grandi statisti come il Cardinale Richelieu, Cavour o Churchill.

Gli abitanti di Odessa hanno un legame sentimentale molto forte verso la loro cittá. Purtroppo, questo sentimento non rende la cittadinanza esigente verso i politici locali. Gli Odessiti non hanno neanche il vezzo di confrontare Odessa con altre cittá vincenti. Non parliamo di Barcellona o Amburgo, che sarebbero le cittá portuali ideali per un confronto. Basterebbe guardare alla cittá di Leopoli, che nel panorama ucraino rappresenta un modello di successo di gestione e marketing internazionale.

Riguardo alla classe dirigente, l’élite di Odessa, soprattutto quella economica, non gioca ancora un ruolo di influenza politica nella cittá. In molte cittá occidentali, la politica dialoga con gli imprenditori per aumentare consenso. In Ucraina, la classe politica é un interlocutore pericoloso, perché usa spesso strumenti di ricatto, come le visite fiscali punitive e la possibilitá di sequestro delle aziende. Tuttavia, proprio in questa elezione, imprenditori, banchieri e avvocati di Odessa si sono candidati per portare un cambiamento. Purtroppo, sono stati penalizzati dall’improvvisazione e dalla brevitá della campagna elettorale: un mese scarso. Troppo poco tempo per consentire alla popolazione di ricevere il messaggio politico e comprenderlo. Ma é comunque un inizio.

Odessa ha una grande opportunitá di costruire il suo successo in termini di sviluppo economico, sociale e culturale, e ha bisogno di una classe dirigente all’altezza. La cittá é il piú importante nodo logistico del Mar Nero, sistema di porti fondamentale per il crescente export ucraino. Inoltre, Odessa é una cittá con un DNA multiculturale e, in passato, é stata un modello di governance economica e culturale, nonché di modernitá e tolleranza.

 

(L’autore è Editor-in-Chief, The Odessa Journal)