Se il comitato tecnico scientifico del governo dispone dei dati sui contagi avvenuti in montagna all’inizio dell’ anno, come sembrerebbe aver capito da alcune dichiarazioni a mezzo stampa, farebbe bene a renderli pubblici il prima possibile.

Il virus si diffonde sulla neve come sulle coste della Sardegna e la prima ondata lo dimostra con chiarezza. Ecco che ogni obiezione ad eventuali misure restrittive sul Natale cadrebbe facilmente..

Nel caso invece in cui  il comitato tecnico scientifico suppone semplicemente che il virus si possa diffondere facilmente sulle nevi, la situazione sarebbe inevitabilmemte  più complicata.

Per tutto il  secolo scorso la vulgata comune, considera la montagna come il luogo di sanificazione per eccellenza, quello dove si mandano i malati per farli guarire, soprattutto nel caso di complicazioni polmonari. Sarà pure primitivo ma é così, l’ossigeno in quota al posto delle bombole.

Non  é un caso se in Svizzera, che pure é afflitta dal virus,  non certo come l’Italia, ma comunque peggio di altri paesi europei, si scii. La Svizzera ospita il sanatorio di Davos, quello in cui tutta la ricca borghesia per un secolo é andata a curarsi persino dalle malattie che non aveva, esattamente come fece il giovane protagonista della Zauberberg di Thomas Mann, Hans Castorp.

Il governo italiano potrebbe persino chiedere alla Svizzera di procedere a dei tamponi sulla popolazione sciistica di queste settimane per poter dire al nostro paese che l’Europai sta consumando un disastro.

Il governo, insomma, ogni volta che si ripromette di intervenire sulle abitudini dei cittadini  dovrebbe anche disporre di elementi inoppugnabili tali da piegare qualsiasi malumore. Perché il malumore nel paese cresce ogni giorno.

Più in generale, le misure del governo aiutano sicuramente la lotta al coronavirus, non ne dubitiamo.  Solo che  non si può anche  far credere che sia salutare un Natale chiusi in casa a mangiare e guardare la TV per sapere quanta gente é morta nelle ultime 24 ore, piuttosto che sulla neve a fare sport. Anche perché diversi medici, Bassetti ad esempio, dicono che si muore più di infarto.

Soprattutto,  occorre che il governo valuti, cosa che del resto sembrerebbe voler fare, l’atteggiamento del resto dei paesi europei. La Francia ad esempio possiede società dei nostri stessi impianti di risalita sul versante occidentale delle Alpi.

Vorremmo almeno  evitare il grottesco di vedere che sul lato francese del Monviso si scii liberamente e su quello italiano no.