Il Primo Ministro Boris Johnson ha annunciato un nuovo ambizioso obiettivo di riduzione delle emissioni del Regno Unito di almeno il 68% entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990.

Riconoscendo la necessità di fare progressi nella lotta ai cambiamenti climatici, il nuovo obiettivo del Regno Unito di riduzione delle emissioni di gas serra – il contributo determinato a livello nazionale (o NDC) – è tra i più ambiziosi al mondo e impegna il Regno Unito a tagliare le emissioni ad un ritmo più serrato di qualsiasi altra grande economica mondiale. Nell’ultimo decennio, il Regno Unito ha ridotto le emissioni di carbonio più di qualsiasi altro paese sviluppato ed è stata la prima tra le grandi economie a legiferare per il raggiungimento di zero emissioni nette entro il 2050.

L’annuncio anticipa il Climate Ambition Summit che il Regno Unito co-ospiterà sabato 12 dicembre (tra gli organizzatori anche l’Italia, partner del Regno Unito per la COP26), in concomitanza con il quinto anniversario dello storico accordo di Parigi. Il vertice esorta i Paesi di tutto il mondo a presentare ambiziosi NDC o altri piani per il clima, in preparazione ai negoziati sul clima della COP26 dell’ONU, che il governo britannico ospiterà a Glasgow l’anno prossimo, in partnership con l’Italia.

Il percorso del Regno Unito per raggiungere questo obiettivo va ad integrare il Piano in Dieci Punti annunciato dal Primo Ministro Boris Johnson il 18 novembre scorso per una rivoluzione industriale verde, mirato a creare e sostenere fino a 250 mila posti di lavoro nel Regno Unito entro il 2030. Il piano definisce politiche e investimenti ambiziosi, con il potenziale di generare oltre 40 miliardi di sterline di investimenti privati entro il 2030, per sviluppare tecnologie innovative e compiere progressi significativi nella riduzione delle emissioni nei settori dell’energia, dei trasporti e dell’edilizia. Fornisce inoltre una tabella di marcia per ulteriori iniziative che il Regno Unito intraprenderà nei prossimi decenni per ridurre le emissioni, incentivando livelli analoghi di ambizione da parte delle imprese, delle organizzazioni e delle nazioni di tutto il mondo.

Il Primo Ministro ha dichiarato:Abbiamo dimostrato di poter ridurre le nostre emissioni e creare centinaia di migliaia di posti di lavoro, unendo imprese, mondo accademico, ONG e comunità locali in un obiettivo comune per continuare ed accelerare la lotta ai cambiamenti climatici.” “Ma questa battaglia è globale – ha aggiunto – ed è per questo che il Regno Unito esorta i leader mondiali, nell’ambito del Climate Ambition Summit della prossima settimana, a portare avanti i propri ambiziosi piani di riduzione delle emissioni e a fissare obiettivi di zero emissioni nette”.

Ogni attore dell’Accordo di Parigi – inclusi i Paesi e i gruppi internazionali come l’Unione Europea – stabilisce le proprie azioni e le comunica attraverso un Contributo Determinato a livello Nazionale (NDC). Gli NDC sono il fulcro dell’obiettivo dell’accordo di Parigi, fissato alla COP21 del 2015, di contenere l’aumento della temperatura globale ampiamente al di sotto dei due gradi e di compiere tutti gli sforzi necessari per limitare tale aumento a 1,5°C.  Complessivamente, questi contributi determineranno se il mondo raggiungerà gli obiettivi a lungo termine dell’accordo di Parigi, ivi compreso il raggiungimento di un picco globale delle emissioni di gas a effetto serra il prima possibile.  Molti Paesi hanno ora assunto impegni di emissioni nette pari a zero e questa tornata di NDC, che ha fissato un obiettivo di riduzione delle emissioni per il 2030, dovrà essere coerente con tali impegni a più lungo termine. L’annuncio del Regno Unito, che rispecchia il parere del Comitato indipendente sul cambiamento climatico in materia di net zero, risponde proprio a questa esigenza.

Significativamente, Londra intende raggiungere l’NDC attraverso un’azione a livello nazionale e non tramite crediti internazionali

La presidenza britannica entrante della COP, in partnership con l’Italia, è un’opportunità di rafforzare la collaborazione anglo-italiana: la lotta al cambiamento climatico fornisce il capitale politico e le risorse finanziarie per lo sviluppo di tecnologie innovative trasferibili su scala industriale. Sempre che il tutto non si trasformi, more Italico, in retorica verde.