Al Consiglio europeo di dicembre, l’Unione europea ha preso la decisione formale di estendere la lotta contro l’antisemitismo a tutti i settori politici dell’UE. La tecnostruttura del Consiglio europeo ha preparato un appello a tutti gli Stati membri per adottare e attuare la Working Definition of Antisemitism della International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA), che riconosce l’antisionismo come manifestazione di antisemitismo.

La dichiarazione, sostenuta da tutti i 27 Stati membri e approvata sotto l’egida della presidenza tedesca dell’UE, afferma che il bigottismo antiebraico costituisce un attacco ai valori europei. Tra la crescita dell’antisemitismo e le teorie cospirative nel contesto della pandemia di Covid-19, il blocco ha esortato i Paesi a proteggere le comunità e le istituzioni ebraiche, a combattere l’odio online e a fare della lotta contro l’antisemitismo un pilastro centrale della sua politica.

L’iniziativa europea è stata accolta con favore dalle associazioni ebraiche. “L’UE e, nello specifico, la presidenza tedesca, meritano un elogio per aver messo in agenda la lotta contro l’antisemitismo, per aver impegnato tutti i livelli di governo in questa causa e per aver obbligato le istituzioni dell’UE a considerarla in tutte le sue misure e decisioni. Se attuata correttamente, questa decisione potrebbe portare a reali progressi”, ha detto Daniel Schwammenthal, direttore del Transatlantic Institute, l’ufficio europeo dell’American Jewish Committee (AJC), con sede a Bruxelles. “In questo contesto il Consiglio europeo ha giustamente osservato che la definizione IHRA è uno strumento cruciale per formare le forze dell’ordine, i giudici e gli educatori a identificare correttamente l’antisemitismo in tutte le sue forme, sia che provenga dall’estrema destra, dall’estrema sinistra o dagli islamisti”, ha aggiunto Schwammenthal.

Secondo l’indagine dell’Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali del dicembre 2018 su circa 15.000 ebrei, c’è stato un’allarmante crescita dell’antisemitismo in Europa. L'”Eurobarometro” della Commissione Europea del 2019 ha mostrato una sorprendente discrepanza nella percezione dell’antisemitismo in Europa: Mentre l’89% degli ebrei dice che è aumentato in modo significativo negli ultimi 5 anni, solo il 36% dell’opinione pubblica è d’accordo.

“La lotta contro l’antisemitismo è tutt’altro che finita”, ha aggiunto Schwammenthal. “Ma la dichiarazione dell’UE è un passo importante nella giusta direzione, così come l’annuncio del commissario Margaritis Schinas di elaborare una strategia globale dell’UE per la lotta all’antisemitismo”.

L’accordo europeo sulla necessità di affrontare l’antisemitismo in modo olistico è incoraggiante. In ultima analisi, tuttavia, l’Europa continuerà ad essere giudicata in base alle sue azioni nei prossimi anni.

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Avvocato, manager e giornalista. Allievo del 198° corso alla Scuola Militare Nunziatella, ha conseguito la laurea all'Università di Roma Luiss, il Master of Laws alla New York University e il Juris Doctor alla Columbia University di New York. E’ Avvocato; Solicitor (England & Wales); Attorney at Law (New York); e appartiene all’Ordine dei giornalisti della Lombardia. Ha esercitato la libera professione in USA (Sullivan & Cromwell) e assunto ruoli manageriali in UK (Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo; BlackRock). Ha pubblicato "L’altra Brexit" (Milano Finanza, 2018); è editorialista Brexit per il quotidiano finanziario Milano Finanza; opinionista geopolitico per il canale televisivo finanziario Cnbc. Direttore responsabile della Voce Repubblicana.