Turismo e trasporti è un binomio inscindibile e sebbene per definizione, sia abbastanza evidente che tra di essi ci sia una stretta correlazione è importante evidenziarlo continuamente, in quanto, spesso, le decisioni politiche in questi due settori non sono coordinate, inoltre alcuni soggetti, pubblici o privati, che gestiscono servizi di trasporto pubblici non conoscono quale sia l’incidenza dei loro passeggeri che si spostano per motivi turistici.

Alle incognite comuni, legate alle ridotte conoscenze scientifiche sul virus Covid-19, sulle terapie sanitarie più efficaci per contrastarlo e sulla sua evoluzione, (vaccini compresi) che condizionano tutti i settori produttivi, in quelle nei trasporti si aggiungono le difficoltà di garantire il distanziamento interpersonale in determinate modalità di trasporto, soprattutto in quelle di tipo collettivo e la mancanza di standard uniformi nazionali, europei ed internazionali.

Quali sono i criteri di scelta per gli spostamenti?

I criteri di scelta dei mezzi di trasporto per gli spostamenti, sia per motivi di vacanza, sia per altre attività legate alla vita quotidiana (lavorare, studiare, fare la spesa, vedere gli amici, ecc.), sono simili, dipendono dal reddito, età, istruzione, occupazione, distanza da percorrere, motivazione di viaggio, velocità, tipo di viaggio individuale/di gruppo, sicurezza del mezzo di trasporto, ecc.

Nei prossimi mesi tra questi criteri di scelta, quelli legati alla sicurezza sanitaria saranno determinanti. Il rischio di esposizione al contagio del virus Covid-19, nonostante il vaccino, inciderà moltissimo nella scelta della modalità di trasporto da utilizzare, soprattutto per gli spostamenti non essenziali come quelli turistici.

Si presume che il consumatore/passeggero/turista sarà più propenso a scegliere soluzioni di viaggio in cui possa essere garantita la distanza minima di sicurezza o in alternativa misure altrettanto efficaci che limitino il rischio di essere contagiati dal virus.

Il problema del distanziamento minimo nel trasporto collettivo.

Uno dei problemi ancora da risolvere è rappresentato dal fatto che spesso, proprio il distanziamento minimo, nella maggior parte delle modalità di trasporto collettive non è attuabile oppure è difficile da monitorare, inoltre gli spazi disponibili sono molto ridotti e la loro non occupazione rende la modalità di trasposto poco sostenibile dal punto di vista economico. In pratica per queste modalità di trasporto il distanziamento interpersonale non rappresenta una soluzione. Se nei mezzi di trasporto collettivi, i tempi e gli spazi non saranno ottimizzati, si rischierà di eliminare la maggior parte dei vantaggi che gli consentono di essere considerati modalità di trasporto più efficienti rispetto a quelle individuali.

La realizzazione del distanziamento minimo, infatti, determina una riduzione in termini di capacità di passeggeri trasportabili per ogni mezzo di trasporto e conseguentemente un aumento dei costi medi unitari per passeggero trasportato.

Questo significa che se sarà indispensabile garantire il distanziamento minimo, in tutte le modalità di trasporto collettive, dove i margini di ricavo per passeggero erano già molto bassi prima dell’inizio dell’emergenza sanitaria, i prezzi per i servizi di trasporto offerti (in aereo, autobus, treno, metropolitana, ecc.) dovranno essere più elevati.

Anche se alcune compagnie aeree adottano sistemi di sicurezza preventivi (tamponi rapidi prima dell’accesso all’aeromobile) che permettono di sfruttare l’intera capienza del velivolo.

I benefici e gli equilibri sociali, economici e ambientali che caratterizzano le modalità di trasporto collettive, conquistati attraverso strategie per sfruttare al meglio i meccanismi di economia di scala, sarebbero da riformulare. Se non si dovessero trovare alternative efficaci al distanzia interpersonale, nei modelli di business delle imprese collettive di trasporto, sarà necessario un vero e proprio stravolgimento, con la differenza che nel caso di quelle pubbliche, la compensazione per sostenere l’incremento dei costi unitari maggiori sarà a carico della collettività, mentre nel caso di quelle private, direttamente sui consumatori/passeggeri/turisti.

Un punto nodale è costituito dal trasporto collettivo.

Le modalità di trasporto collettive utilizzate dai turisti comprendono tutte le modalità di trasporto che si utilizzano per gli spostamenti anche per altre motivazioni e che possono essere: terrestri (autobus, tram, treno, filobus, metropolitana), per vie navigabili (navi passeggeri) e aeree (aerei di linea o charter).

Durante il periodo di lockdown alcune di queste modalità di trasporto hanno continuato a viaggiare, seppur con un numero di frequenze dei servizi ridotte, in quanto rientravano tra i servizi essenziali. Probabilmente proprio in alcune di queste modalità di trasporto, nelle fasi iniziali dell’epidemia, quando non era ancora prevista nessuna precauzione di sicurezza, sono state le sedi di maggior diffusione del virus, soprattutto in quelle in prossimità dei centri urbani con elevata densità di popolazione elevata.

A queste modalità di trasporto ad utilizzo promiscuo, tra quelle collettive, bisogna integrare quelle che offrono servizi di trasporto specifici per i turisti come navi da crociere, bus turistici, treni turistici. Tutte queste ultime categorie hanno risentito degli stravolgimenti del  moltissimo della pandemia, registrando riduzioni per oltre il 90% e si riprenderanno più lentamente rispetto alle precedenti.

I vantaggi per le modalità di trasporto turistiche individuali.

Anche tra le modalità di trasporto turistiche individuali sono presenti sia tipologie di trasporto utilizzate promiscuamente per spostamenti per altri motivi non turistici, come auto private, auto a noleggio, bici, moto, jet privati, imbarcazioni private, ecc., sia quelle specifiche per il turismo come camper, charter nautico, ecc.

Il vantaggio di queste modalità di trasporto è che l’itinerario può essere personalizzato prima della partenza e in tutte le fasi successive del viaggio. Inoltre in esse è molto più semplice adottare e monitorare le misure di precauzione anti-Covid-19.

L’auto è il mezzo di trasporto più utilizzato in assoluto per gli spostamenti, sia per motivi turistici che per le attività quotidiane.

La circolazione di questi mezzi di trasporto, di proprietà privata o a noleggio, hanno subito riduzioni rilevanti negli ultimi mesi, determinati dai limiti alla circolazione delle persone. Per chi può scegliere, rispetto alle modalità collettive, l’auto rappresenta una soluzione per gli spostamenti in sicurezza. Infatti, durante le settimane di lockdown, sebbene anche le società di autonoleggio abbiano registrato un calo drastico, soprattutto nelle loro sedi in prossimità degli aeroporti, hanno noleggiando auto a nuovi utenti, come i viaggiatori che generalmente utilizzavano i mezzi di trasporto collettivi per gli spostamenti quotidiani. Il bisogno di avere maggiore sicurezza negli spostamenti farà crescere ulteriormente l’incidenza dell’utilizzo dell’auto per motivi turistici. In generale tutte le modalità di trasporto individuali avranno un’incidenza maggiore rispetto alle modalità di trasporto collettive utilizzate per finalità turistiche. Alcune modalità di trasporto individuali, come jet privati e imbarcazioni da diporto, sono ideali per chi vorrà trascorrere le vacanze serenamente, si diffonderanno tra chi ha maggiore capacità economiche.

Con molta probabilità si assisterà ad un profondo cambiamento delle modalità di spostamento e dell’uso dei mezzi di trasporto che sarà dovuto anche ai costi e alla diversa concezione di viaggio, ma soprattutto alla disponibilità di risorse economiche delle famiglie.