L’intesa raggiunta dalla maggioranza di governo sulla riforma del Mes sarà valutata dall’ Unione europea.

Da parte nostra, possiamo solo ricordare che questo governo avrebbe dovuto rinsaldare il rapporto dell’Italia con l’Unione compromesso dal governo precedente e che per ora abbiamo solo constatato il disappunto di Berlino e Bruxelles per la manfrina e i ritardi di Roma nella predisposizione del piano di riforma.

Lo scontro annunciato sulla gestione dei finanziamenti europei, invece, tutto si può considerare tranne che un buon viatico.

Prima di spenderli, i finanziamenti europei bisogna prenderli ed al momento non si capisce se il governo sarà davvero in grado di farlo.

Il ministro Speranza ha avuto un sorprendente scatto di realismo, dicendo che nove miliardi per la sanità italiana sono insufficienti. Ha ragione; finalmente si é accorto che quella che lui stesso il gennaio scorso aveva definito la migliore sanità del vecchio continente, non sa dove seppellire i morti che la sommergono.

Molti cittadini italiani, sempre meno per la verità, sono indulgenti con il governo che si é trovato inaspettatamente, improvvisamente, e senza provvigioni in una incredibile tempesta. Nessuno avrebbe fatto meglio, dicono costoro e persino che cosa avreste fatto di diverso.

Senza voler nemmeno commentare quello che ha fatto il governo, possiamo facilmente dire cosa andava fatto e che si doveva fare dal primo momento. Prendere il Mes sanitario in modo da tranquillizzare Speranza e forse salvare la vita  di almeno diecimila persone, visto che in Europa i contagi sono proporzionalmente più o meno gli stessi e nessuno ha raggiunto i morti dell’Italia.

Senza il Mes, senza la fretta di somministrare il vaccino che hanno mostrato gli inglesi, prepariamoci a raddoppiare le vittime nei prossimi mesi. Questo sarà l’unico risultato certo che otterrà il governo.