Ancora niente. Come nel gioco dell’oca, UK e UE hanno pescato la carta “torna alla casella di partenza”: Boris Johnson e Ursula von der Leyen, dopo essersi sentiti al telefono, hanno comunicato di voler continuare le trattive post-Brexit.

Nel comunicato stampa congiunto, il Primo Ministro e il Presidente della Commissione europea hanno dichiarato: “è responsabile a questo punto di fare il passo più lungo della gamba”. Pertanto sulle rispettive delegazioni negoziali grava l’onere di continuare a discutere a Bruxelles con l’obiettivo di non lasciare nulla di intentato per raggiungere un accordo in extremis.

Von der Leyen ha detto che la telefonata è stata “costruttiva e utile”. Ma Johnson ha ribadito che lo scenario “no deal” rimane “molto probabile”.

Entrambe le parti, tuttavia, hanno convenuto che “esistono alcune questioni serie e molto difficili che attualmente separano UK e UE e la cosa migliore da fare ora per tutti è prepararsi a commerciare alle condizioni del WTO”.

Dalla telefonata sono emersi progressi millimetrici. L’UE ha modificato la sua posizione sull’allineamento regolamentare introducendo il concetto di “divergenza regolamentare futura” e proponendo un meccanismo arbitrale di risoluzione delle controversie relative alla medesima. Ma per l’UK questo rimane un tentativo di mantenere Londra nell’orbita europea e difficilmente passerà il vaglio del Partito conservatore.

Neanche un millimetro di progresso invece sui diritti di pesca. Davanti alle insistenze di Emmanuel Macron, che chiede diritti di pesca illimitati per i pescherecci francesi, Dominic Raab ha dichiarato che dopo la Brexit, la Royal Navy garantirà la sicurezza e impenetrabilità delle acque territoriali britanniche, schierando le proprie navi da ricognizione a fare da scudo.

Con un accordo bilaterale UK/USA di fatto già pronto, l’estensione dei colloqui Brexit può essere letto come un gesto di cortesia verso il Presidente-eletto Joe Biden: se UK e UE dovessero trovare un accordo commerciale anche all’ultimo minuto, il prossimo inquilino della Casa Bianca avrebbe vita facile a mettere in agenda la ripresa del negoziato TTIP e lavorare per riannodare i fili del dialogo trans-Atlantico.

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Avvocato, manager e giornalista. Allievo del 198° corso alla Scuola Militare Nunziatella, ha conseguito la laurea all'Università di Roma Luiss, il Master of Laws alla New York University e il Juris Doctor alla Columbia University di New York. E’ Avvocato; Solicitor (England & Wales); Attorney at Law (New York); e appartiene all’Ordine dei giornalisti della Lombardia. Ha esercitato la libera professione in USA (Sullivan & Cromwell) e assunto ruoli manageriali in UK (Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo; BlackRock). Ha pubblicato "L’altra Brexit" (Milano Finanza, 2018); è editorialista Brexit per il quotidiano finanziario Milano Finanza; opinionista geopolitico per il canale televisivo finanziario Cnbc. Direttore responsabile della Voce Repubblicana.