Era stato Enzo Biagi con una serie di documentari sulla Rai dedicata alle tribù nel mondo a cimentarsi per primo con i nativi nord americani. Nei lontani anni 70 inizia la narrazione lacrimevole dei poveri indiani cacciati dai bianchi.

L’Europa manifestava contro la guerra del Vietnam, dove operava il settimo cavalleria dell’aria, omicida come quello di Custer. Curiosa versione dell’America che invade territori vicini e lontani, l’America che uccide popolazioni inermi come i poveri sioux, che pure erano guerrieri fin dai cinque anni di età.

Toro seduto insegue un guerriero Crow in fuga e lo uccide all’età di sette anni, questo per lo meno la leggenda, perché le gesta dei nativi sono tramandate oralmente per cui tutte le fonti sotto un profilo storico sarebbero discutibili, comunque restano esemplari.

Interessante invece notare la memorialistica europea in confronto a quella statunitense del tempo di Toro seduto. Noi abbiamo ufficiali italiani del Regio Esercito che vantano di aver sterminato interi villaggi somali infliggendo torture orrende, da comparare alla ricostruzione fornita da Custer per la stampa sul massacro del fiume Waschita. Custer spiega che donne e bambini morirono perché lui ebbe l’assurda idea di servirsene come scudo convinto che i cheyenne del villaggio si sarebbero arresi e quelli invece combatterono ancora più furiosamente.

Forse Custer mentiva, ma certo non si vantava dell’ eccidio come era comune fra i colonialisti europei. Mentre il colonialismo europeo era sterminatore, l’espansionismo americano si fondava sul negoziato. É chiaro che se facciamo la storia sulle canzoni di De Gregori, tutto diventa difficile.

Gli apache del capo Vittorio e di Cochise strinsero solidi accordi con il governo statunitense che il mescalero Geronimo rifiutò, riprendendo una guerra condotta per un anno con venti guerrieri capaci di impegnare due intere divisioni della cavalleria dell’Unione.

I sioux dopo aver inflitto sconfitte cocenti all’esercito americano trovarono con Toro seduto un accordo vantaggioso con il governo del presidente Grant, il quale scoperto l’oro nella riserva assegnata propose di pagarglielo.

Oggi abbiamo Sioux alla testa di multinazionali, all’epoca non usavano il denaro, solo le pelle di bufalo.

É vero che perso il controllo della situazione Grant ordinò l’eccidio dei bufali che commuove ancora il mite Paolo Mieli, ma quello fu proprio per risparmiare gli indiani, che non rispettavano donne e bambini ma senza bufali avrebbero dovuto darsi all’agricoltura.

Toro seduto piuttosto si diede al circo dove si esibiva con il massacratore di bufali William Cody, in arte Buffalo Bill.

Fu ucciso da un poliziotto indiano esattamente come il capo lakota Cavallo pazzo. Magari non una esecuzione, come il governo ordinò per Bin Laden, ma una faida tribale.

Ci fu un solo sterminatore di indiani nella storia americana e fu il generale Washington alla fine della guerra civile, il secolo precedente. Washington diede ordine di sradicare gli Irochesi alleati con gli inglesi perché irriducibili. Ma con i Creeck Washington cercò la trattativa e dovette contare i pezzi dei suoi soldati. Erano armati i nativi americani e di dubbie doti diplomatiche.