Usque tandem? Dal caso dell’On. Salvini a quello dell’ex Ministro Mannino per passare attraverso quello dell’ex parlamentare Nunzia De Girolamo e senza dimenticare Silvio Berlusconi, pare evidente che un pugno di magistrati ha tenuto e tiene in pugno la vita di persone così come la stessa politica nazionale per anni e anni, senza che nessuno possa muovere un dito.

Quando poi la sentenza smentisce clamorosamente le tesi dell’accusa, nessuna conseguenza sulla carriera, anzi, una progressione automatica nel bel mezzo di un decadimento complessivo dell’immagine della giustizia, ridotta ad un circo dove le correnti politiche e le cariche politiche si scontrano e mescolano tra e con le toghe, trasformando Palazzo Chigi in un aula di udienze, un ex Ministro in difensore di un parlamentare e leader del proprio partito ed al tempo stesso un accusatore del figlio del fondatore del Partito di maggioranza (caso Ciro Grillo figlio di Beppe alla Procura di Tempio Pausania).

“E’ l’autonomia della magistratura bellezza” mi risponderà qualcuno. “Un cardine essenziale dello Stato di Diritto secondo la tripartizione dei poteri teorizzata da Montesquieu”. Mi dirà qualcun altro. “Ah si? Non mi pare” rispondo io. In Francia a partire dalla legge costituzionale del 27 luglio 1993 è un Decreto del Presidente della Repubblica a confermare la nomina dei Pubblici Ministeri, previo parere del Consiglio Superiore della Magistratura ma, si badi bene, i membri di tale Consiglio sono nominati dallo stesso Presidente della Repubblica. “I Giudici devono essere Leoni, ma Leoni sotto il Trono” diceva Francis Bacon e mi pare che il caso francese si attagli bene a tale affermazione.

Torniamo alla nostra beneamata penisola. Prendiamo il caso della trattativa Stato-Mafia, la teorizzazione di una gravissima accusa contro i fondamenti dello Stato da parte di una Procura che da anni persegue il Generale Mori e gli ex ministri Nicola Mancino e Calogero Mannino. Sebbene una decina di sentenze abbiano acclarato la loro estraneità ai fatti, due PM, Di Matteo e Ingroia, hanno continuato e continuano a perseguire la loro tesi accusatoria, in un caso addirittura costruendoci sopra una carriera politica.

Da ultimo, notizia di questi giorni, la Corte di Cassazione è stata durissima con la Procura di Palermo. In sintesi dice la Suprema Corte in una recente ordinanza di rigetto “senza elementi ulteriori, perché avete fatto ricorso?” La verità è quindi che la presunta indipendenza della magistratura è diventata un totem fine a se stesso o peggio, fine a precisi obbiettivi che con la giustizia hanno poco a che fare. Ricordate la chiusura del libro di Gherardo Colombo? “Tutto dipende dai fini che ci si prefigge facendo il magistrato”. Cari lettori, come non definirlo un orrore inaccettabile per qualsiasi democrazia!