I rapporti fra il governo popul socialista ed il suo comitato tecnico scientifico non possono dirsi mai stati idilliaci.

Bisogna essere giusti con il governo popul socialista, non sempre per colpa sua. É il comitato ad aver detto di non preoccuparsi a gennaio, che la Sanità era sicura, la migliore in Europa e persino che delle mascherine non ci fosse alcun bisogno.

Poi si é compreso che nel comitato esistevano due tendenze e che quella minoritaria della preoccupazione é emersa alla fine di febbraio con la richiesta delle chiusure di Alzano e Nembro. Solo che il governo prima non si é capacitato del cambio di strategia, poi si é spaventato e ha chiuso tutto quando il comitato gli consigliava di distinguere.

Passato il periodo del lockdown sono migliorati i rapporti fra governo popul socialista e comitato ed insieme hanno deciso il periodo di convivenza con il virus.

Tempo tre mesi ed i rapporti sono finiti nuovamente a pezzi. Il coprifuoco che non era in vigore in Italia dai tempi dell’occupazione tedesca. Il che farebbe pensare che al governo popul socialista servirebbe anche un comitato storico costituzionale.

In ogni caso queste nuove misure di ottobre sarebbero servite a garantire la serenità del Natale, non fosse che il governo ha avuta l’ideona del cashback in presenza. Il comitato non é stato consultato, la folla si é riversata nei negozi e Natale é finito in zona rossa.

Necessariamente, il comitato ha ripreso il sopravvento. Con queste nuove misure la curva dei contagi verrà riassorbita e con quella anche le ospedalizzazioni. Purtroppo la curva dei decessi sarà l’ultima a scendere.

Vai a capire perché é successo l’esatto contrario. I contagi sono più o meno inalterati, le ospedalizzazioni sono basse come erano prima ma comunque costanti ed i morti si sono dimezzati.

Ora, il comitato avrebbe potuto dire, scusate non ci capiamo niente nominate degli altri. Invece poiché non ci capisce niente vuole prorogare ulteriormente le misure  facendo saltare le riaperture promesse il sette gennaio.

Per carità, sbaglieremo noi, il comitato ha la giusta precauzione. Solo che non si può continuare a ridicolizzare il governo mutandogli i piani ogni volta. C’è anche un limite di sopportazione del paese che non si può continuare a forzare.

La Svizzera ha fatto il contrario di noi, il governo é liberale, e ha allentato le misure sotto Natale. In Svizzera, a cinquanta metri dal nostro confine, la gente sciava. E la Svizzera ha pubblicato i dati sul tasso dei contagi dopo settimane, un punto in percentuale in più della media italiana, dove non si poteva uscire di casa se non autocertificati.

Ora noi non ci permetteremo mai di dare consigli agli scienziati del governo ma chiedere agli svizzeri se hanno uno studio sulla localizzazione dei contagi? Cioè dei dati per capire se sono le piste di sci aperte ad aver alzato il tasso di contagio in questi giorni?

Perché, come dire, la scienza si fonda sull’esperienza ed il comitato tecnico scientifico ha chiuso piscine e palestre senza nemmeno farci sapere quanti infetti ci sono stati nelle piscine e nelle palestre. Almeno potrebbe dirci quanti se ne sono verificati sulle piste in Svizzera per giustificare le sue apprensioni.

Questa richiesta di dati, non per diffidenza, ci mancherebbe, ma per non fare apparire il comitato tecnico scientifico degno della santa Inquisizione.