Abbiamo intervistato Marco Spina, Segretario nazionale della Federazione Giovanile Repubblicana, per scoprire il punto di vista dei giovani repubblicani sulla visione di Italia che auspicano; ventunenne, è uno dei personaggi più attivi nel mondo delle organizzazioni politiche giovanili. Sono numerose le iniziative che la FGR ha organizzato negli ultimi anni e che hanno visto la partecipazione di giornalisti e politici non solo di area repubblicana. Qualche tempo fa, il quotidiano Avanti online ha sottolineato che la FGR è “pronta al confronto ideologico e di contenuti, senza alcuna preclusione”.

Spina, la FGR come valuta l’andamento dell’esecutivo attuale nel corso di questa emergenza pandemica ed economica?

Come FGR avremmo potuto ritenere anche giustificabili l’utilizzo di misure straordinarie, come ad esempio i DPCM, solo nel corso della primissima parte dell’emergenza. Ma abbiamo poi ritenuto non giustificabile, per questioni politiche e di diritto (dubbi sollevati anche da Sabino Cassese e altri costituzionalisti), la perseveranza dell’uso di tali strumenti avuta dal governo: poiché eventuali restrizioni che ledono la libertà dei cittadini possono essere attuate solo dal Parlamento. Ma tale organo, purtroppo, in tutta l’emergenza è stato completamente esautorato e scavalcato dalle decisioni di Conte e delle sue task force.

Possiamo dunque bocciare le decisioni governative in materia di scelte politiche? E su quelle economiche invece che giudizio esprimete?

Più che promuovere o bocciare potremmo chiederci quale sia l’effettivo valore della libertà per i cittadini italiani. Siamo realmente sicuri che la democrazia e la nostra libertà possano ritenersi scavalcabili dinanzi ad una emergenza pandemica? Posso personalmente constatare che nella mia città, Napoli, nonostante la zona rossa molti cittadini hanno disobbedito alle restrizioni governative e non mi sento di condannarli. Ciò avviene quando gli esponenti politici mancano di autorevolezza, dato che numerose promesse di risarcimento economico e vicinanza ai lavoratori costretti a chiudere non sono state mantenute, minando la fiducia ed il rispetto del popolo verso l’esecutivo. Colgo l’occasione, a nome di tutta la FGR, per complimentarmi con il Segretario Nazionale Corrado De Rinaldis Saponaro: nel corso dell’emergenza ha saputo tracciare una linea politica critica e costruttiva verso alcune scelte governative, da noi condivisa.

Ha sollevato polemiche l’inizio della vaccinazione in Italia. La risposta comune europea è arrivata in netto ritardo rispetto ad altre nazioni come UK e USA, già in vaccinazione di massa da settimane. Inoltre, l’Italia ha ricevuto un numero notevolmente inferiore di dosi rispetto ad altre nazioni europee. Come valutate nella totalità la situazione in Italia?

Anche su questo fronte appare evidente un fallimento politico. Ci troviamo dinanzi ad un commissario straordinario, tale Arcuri, che non manca di dare prova quotidiana della propria incompetenza. Le dosi di vaccino arrivate in Italia sono meno di 10mila, in altre nazioni come la Germania sono state più di 150mila; siamo dinanzi dunque ad un fallimento totale che comporterà ulteriori ritardi dannosi al paese. Quanto al vaccino: credo che vada fatto, ma lasciando alle persone la libertà di scegliere. Spero che però i governi imparino una lezione fondamentale: la scienza e la ricerca vanno finanziate proprio per evitare, nel prossimo futuro, nuove catastrofi umanitarie ed economiche di questo tipo. Poi, ciò che deve anche preoccuparci sono le dichiarazioni dei vari esponenti del governo: ai quali dobbiamo pensare non dispiaccia emulare lo stile di comando della dittatura cinese: poiché la somministrazione (del vaccino) sembra che non basterà per tornare ad avere una vita personale e sociale normale.

Il Recovery Fund ci viene presentato come panacea di tutti i mali: creazione e tempistica sono però ancora incerte, ostacoli come il veto di Polonia e Ungheria non sono mancati e l’unica cosa scontata sullo strumento sono le stringenti condizionalità che saranno imposte ai beneficiari. Che posizione ha la FGR a riguardo?

Polonia e Ungheria hanno soltanto esercitato una possibilità prevista dai trattati, quella di porre il veto su trattative riguardanti l’intera Unione. Volerle ricattare tramite lo strumento dello stato di diritto, perché non vogliono partecipare alla redistribuzione dei migranti, non è stato certamente mezzo adeguato. Quanto allo strumento del Recovery Fund, stiamo parlando di soldi che per la gran parte saranno dei prestiti. Mentre in altri stati si è potuto stampare moneta facendo inflazione, al fine di sostenere in modo reale i cittadini, qui si danno soldi in prestito alle nazioni che dovranno poi restituirli anche alzando le tasse. La soluzione? Come detto anche dal Prof. Paolo Savona nel suo libro “Come un incubo e come un sogno”: trasformare la B.C.E in una Federal Reserve; ma per arrivare a ciò andranno rivisti, speriamo quanto prima, i trattati. Inoltre, politici di varie fazioni, nel merito mi riferisco a Carlo Calenda, hanno giustamente ricordato che il Recovery Fund ha condizionalità stringenti ancor più del MES. Altro tema sul quale siamo critici e scettici é: l’aver delegato a dei tecnici alcune scelte che in uno stato di diritto normale dovrebbero essere del Parlamento. Inorridiamo a scoprire che poi vengano proposti, ci chiediamo da chi, stanziamenti di solo 9 miliardi per la sanità e 17 per la parità di genere. Vale forse più la lotta al patriarcato del diritto alla salute?

Che visione contraddistingue il pensiero Repubblicano da quelle di statalismo e liberismo? Come si connota la FGR su tali fronti?

I Repubblicani non sono statalisti o liberisti, piuttosto hanno una visione incentrata all’interesse generale, nel solco dei valori di Ugo La Malfa. In uno stato serio, privo di contrapposizioni politiche manichee, il dovere di una forza laica e liberal-democratica è quello di unire visioni differenti al fine di ottenere benessere comune. L’interesse generale non può dipendere esclusivamente dal mercato, esso da solo non risolve i problemi dei cittadini. Lo Stato ha il ruolo, dunque, di correggere gli errori del mercato, al fine di produrre il benessere comune dei cittadini. Questo dovrà in futuro il ruolo di un Partito Repubblicano autorevole e forte, in grado di guardare al capitalismo come mezzo migliore di redistribuzione della ricchezza.

Gli USA vivono attualmente un momento delicato. Le ultime elezioni presidenziali hanno prodotto una totale polarizzazione dei voti, oltre ad essere state contraddistinte da una tesa campagna elettorale. Che posizione esprimete a riguardo delle violenze degli ultimi mesi e della battaglia legale ancora in corso, riguardante la presidenza?

Anche negli USA si sono prodotti continui scontri e continue contrapposizioni politiche. In Italia abbiamo gli eterni derby tra fascisti e comunisti, salviniani ed antisalviniani, ecc… Crediamo però che sarebbe utile il ritrovo di una pacatezza e di un punto d’incontro tra le molteplici visioni: continuare ad aizzare, in Italia, costanti attacchi infondati di fascismo e comunismo non produrrà certamente il ritrovo di serenità e dialogo tra le forze politiche. Negli USA sta avvenendo lo stesso: minoranze estremiste vanno neutralizzate, invece il sistema mediatico gode a sfruttarle per creare eterno scontro tra fazioni e generando pertanto instabilità sociale. Nel merito crediamo che il presidente Trump sia stato accusato di razzismo senza alcun fondamento. Nel corso della sua amministrazione egli ha saputo esprimersi numerose volte in favore delle minoranze e della difesa dello Stato d’Israele, vedendo ricambiato il proprio impegno dai voti della maggioranza degli ebrei e dei latino-americani residenti negli USA. Indipendentemente da chi giurerà il 20 gennaio alla Casa Bianca, ci auguriamo che la futura amministrazione prosegua il percorso di stabilizzazione nel Medio-Oriente ed in politica estera prodotto dalla forte volontà politica di Trump. Pur rimanendo amici degli USA, speriamo non si torni all’approccio solitamente poco diplomatico e molto spregiudicato portato avanti dalla Presidenza Obama.

In chiusura, che futuro politico intravede e spera per la FGR?

Il 28 marzo 2020 avremmo dovuto celebrare il congresso di rifondazione della giovanile, rinviato per ovvie ragioni. Spetterà al Congresso, massimo organo democratico, scegliere il futuro della Federazione. Pertanto, nel frattempo non possiamo che giovarci e ritenerci soddisfatti di quanto ottenuto in questi anni: l’aver ridato autorevolezza ed esistenza alla FGR è per noi motivo di orgoglio. Abbiamo buoni rapporti con le giovanili di centrosinistra e di centrodestra, poiché riteniamo doveroso essere di larghe vedute ed appoggiare proposte che riteniamo valide, anche andando oltre la connotazione ideologica di esse. Tuttavia, conserviamo i nostri ideali del “Repubblicanesimo democratico” che vedono nel pensiero di Giuseppe Mazzini e nell’azione di Ugo La Malfa i massimi esponenti. Inoltre, riteniamo fondante per i nostri valori l’attuazione di un europeismo critico, verso un’Europa che è succube della volontà franco-tedesca che lede gli interessi nazionali italiani, e dello Stato sociale di diritto. Ultimo solo in ordine cronologico è il valore del garantismo: grossa critica qui va fatta al PD, rivelatosi il “partito della magistratura”. Pertanto, nella consapevolezza che gran parte dei magistrati svolge il proprio ruolo in maniera consona ed imparziale, non possiamo non sottolineare come anche il caso di Salvini (attualmente sotto processo per aver esercitato le prerogative politiche di un Ministro degli interni) mini alle fondamenta lo stato di diritto.