Nel nuovo anno ricorre il centenario della marcia su Roma. Il 1921 segnò l’inizio dell’epopea fascista che avrebbe caratterizzato per più di un ventennio l’intera Europa continentale. La risposta vincente al virus del socialismo che, travolta la vecchia Russia, si era espanso in Ungheria e poi in Germania, fino a lambire, per la verità debolmente, l’Italia, fu il fascismo.

Quello che colpisce a distanza di cento anni della nascita del fascismo fu la debolezza della società occidentale. L’Inghilterra vi resistette, ma ancora nel ’39 ammirava Mussolini e aveva anche estimatori, lo stesso premier Chamberlain, di Hitler. Altrettanto avvenne nell’America di Roosevelt e lo si vide nella guerra di Spagna. La Francia, la più antica democrazia repubblicana e la principale potenza militare al mondo, si schiantò in modo ridicolo. Il suo parlamento, dopo nemmeno un mese di guerra, si sottomise al governo collaborazionista di Vichy.

Tempo diciotto anni dal ’21, sembrava che nulla si sarebbe potuto opporre al fascismo e ci si chiese finalmente se quello non fosse poi peggio, o lo stesso, del comunismo.

Quando una società, in nome di una emergenza, inizia a ridiscutere i suoi stessi principi di vita, non si può mai sapere fin dove può spingersi e quali illusioni può coltivare.

Il lato comico della tragedia erano quei vecchi democratici liberali convinti di poter servirsi e poi controllare Mussolini ed Hitler, con qualche buon suggerimento. La storia per sua fortuna non si ripete ma ha i suoi ricorsi e tutti i sintomi dell’anno appena trascorso non sono incoraggianti. Lo abbiamo concluso e aperto nel “coprifuoco” termine che in Italia non si usava dai tempi del nazifascismo per l’appunto. Un governo democratico dovrebbe saperlo ed evitarlo. L’unica soluzione che si é data immediatamente al nuovo virus é stata l’isolamento, le restrizioni. Anche se hanno avuto scarso successo si continua a propinarle. Lo stesso fenomeno avvenne nel 1921 contro la minaccia del virus socialista.

Rispetto ad allora però la società occidentale ha compiuto un miracolo, il progresso scientifico. É qualcosa di autenticamente straordinario essere riusciti ad avere un vaccino in meno di un anno e questo con tutti gli scienziati che invece di chiudersi in laboratorio hanno passato ore ed ore in televisione. Non li conoscevamo, ma ci sono scienziati seri che con le loro competenze hanno offerto una speranza vera ad una umanità che sembrava sul punto di poter solo più pregare.

Il vaccino però non si diffonde come il virus, bisogna somministrarlo e visto il numero di morti quotidiani, bisognerebbe anche sbrigarsi. Ci sono paesi che hanno mostrato un’urgenza a riguardo, proporzionale all’emergenza. Fra questi purtroppo non figura l’Italia, che ha vaccinato in due giorni più persone del solo Costa Rica.

C’è a chi piace questo andazzo e non ha interesse alcuno a modificarlo, dovrebbe essere chiaro. Un governo che ha chiuso gli italiani in casa, tanto che per uscire dovevano portare a passeggio il cane, non sa imporre il vaccino nella sanità pubblica, né montare una campagna adeguata per chiedere alla gente di vaccinarsi, dopo quella straordinaria montata per far mettere, e soprattutto comprare, le mascherine.

Non vogliamo pensare male, vorrà dire che nel 2021 il governo italiano ha consumato una nemesi storica, si é scoperto liberale. Meglio tardi che mai. Vedremo se poi non ci sarà qualcuno che nel corso del nuovo anno, in nome del ritardo sui vaccini, imporrà una svolta autoritaria.

La storia non si ripete, se non come farsa.