Quando il presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia, prima di tornare alla sua cattedra, ricordò che la Costituzione repubblicana non prevede lo stato di emergenza, né le alte cariche dello Stato, né le forze politiche parlamentari, ritennero di dover valutare il significato delle sue parole.

Non sarà quindi questa legislatura a stabilire la compatibilità fra la costituzione Repubblicana e il “coprifuoco”, i posti di blocco, l’obbligo delle mascherine, l’invito alla delazione di chi riceve in casa più di quattro persone e tutta la gamma prevista dai DPCM. Per non parlare dello strumento del DPCM in quanto tale, nonostante, in questo caso vi sono state, obiezioni da parte delle stesse forze di maggioranza.

Quello che invece assume rilevanza e va apprezzato, é il proposito espresso dal capo dello Stato nel suo discorso di fine anno di uscire dall’emergenza.

Il presidente Mattarella non ha detto però che supereremo l’emergenza continuando con le prescrizioni. Solo il vaccino, questo miracolo scientifico del 2020, é stato giudicato fondamentale dal Quirinale.

Per queste sue considerazioni inequivocabili il presidente Mattarella va ringraziato. Esse sono un invito a procedere alla vaccinazione, non ad aprile, come pure si é letto, ma adesso. Anche perché i contagi  stentano a decrescere, mentre i morti quotidiani, secondo la previsione del comitato tecnico scientifico del governo , saranno gli ultimi a diminuire.

Purtroppo non é soddisfacente e non corrisponde alla sensibilità del Quirinale, l’attuale corso delle vaccinazioni. Sono appena iniziate certo, eppure vanno già a rilento rispetto a tutti i paesi interessati.

Solo il Costa Rica sta facendo  peggio dell’Italia. Non vorremmo che il Costa Rica divenisse il prossimo esempio di comparazione per il governo Conte.

(Foto: Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica – photo gallery quirinale.it)