Sprovvisti come siamo di conoscenze scientifiche, fatte salve quelle dettate dalla Filosofia della Natura di Schelling e poi Darwin, ovviamente, senza dubbio alcuno abbiamo scritto dal primo momento che le misure del governo previste ad ottobre non avrebbero avuto effetto sulla curva dei contagi.
Infatti le misure che avrebbero dovuto servire a farci fare un natale sereno ce l’hanno fatto passare chiusi in casa; quelle successive non hanno prodotto ulteriori risultati ed ancora al 6 gennaio temiamo che le scuole che riaprono il 7, si chiudano l’11. Ora non è che ci volesse una grande scienza per capire che il virus non ucciso dal lockdown estenuante da marzo a maggio, non si disinnesca con il coprifuoco ad ottobre e novembre. Senza parlare della misura del cashback a dicembre che da sola ha fatto riversare milioni di persone per strada e nei negozi che l’adottavano! Quando si dice un governo che ragiona sulle cose. Ma facciamo conto che la folla non ci sia stata in quei tre giorni di corse frenetiche, atteniamoci al semplice principio di riduzione degli spostamenti che raccomanda anche l’Oms. Gli spostamenti avvengono comunque, se non la sera, di giorno, se non in discoteca, in autobus, se non al ristorante, al lavoro.
Se noi fossimo in grado di impedire ogni possibile spostamento e non solo di ridurlo, o di costringere tutta e non una parte della popolazione a restare chiusa in casa, è possibile che nel giro di un paio d’anni si abbatta il virus. Ma altrimenti il virus, come è evidente, cambia, muta, ovvero si adegua.
Curiosa impostazione quella di considerare il virus come la flotta turca. La si bombarda e quella affonda. Il virus non è una armata, non è una flotta. E’ un microrganismo che vuole vivere. Tanto è vero che gli scienziati che hanno trovato un vaccino non hanno pensato di poter distruggere il virus, ma a come renderci immuni ad esso. Lo stesso principio di quelli che stanno usando gli anticorpi prodotti da chi lo ha ospitato per fare dei farmaci utili in attesa del vaccino.
Continuiamo pure a fare la guerra a quello che non conosciamo, sappiate almeno che la perdiamo. Tanto più se poi avesse ragione la professoressa Capua che ha parlato di un esponente virtuale del virus. Se interpretiamo correttamente, significa un’interazione fra il virus e le nostre valutazioni. Prima lo abbiamo sottovalutato, era un’influenzina, poi è diventato un mostro, per cui lo abbiamo aiutato a forzare le nostre difese e poi lo abbiamo fatto invincibile.
Ora aspettiamo la missione dell’Oms a Wuhan per sapere di cosa effettivamente si tratta e sarebbe pure utile. Intanto guardando dati e risultati dovremmo solo pensare a vaccinarci tutti, piantandola con la gara di forza in cui si è specializzato il governo italiano. Meglio farebbe a puntare tutto sulla vaccinazione. Sapevano, perchè l’hanno detto, che il vaccino sarebbe arrivato a dicembre, ma non sembra che si siano preoccupati di attrezzarsi più di  tanto. Fa piacere la soddisfazione di Arcuri che considera lo stato delle vaccinazioni fatte seconde in Europa solo alla Germania. A parte che abbiamo altri dati sulle vaccinazioni europee, la Germania non ha già avuto i settantamila morti dell’Italia.
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Laureato in Storia della Filosofia presso l'Università di Roma I la Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all'Ufficio esteri del PRI diretto dall'onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore della Voce Repubblicana. E' stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l'Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è vice direttore della Voce Repubblicana.