Va riconosciuto volentieri al commissario Arcuri l’entusiasmo con cui sta affrontando la campagna vaccinazione. Confessiamo che abbiamo avuto, per lo meno inizialmente, qualche perplessità. Arcuri aveva infatti parlato di una app da scaricare, tipo quella immuni, già un assoluto fallimento. Successivamente, lo si è visto scaricare trionfalmente in posa davanti alle telecamere la prima scatola Pfizer da un furgoncino semivuoto.
L’Italia è apparsa penultima al mondo, sopra il solo Costa Rica per almeno tre giorni. Ora la macchina si è messa in moto e siamo i primi in Europa. Complimenti vivissimi.
Lo stesso commissario ha descritto un piano sensato e realistico come quello che si svolge in tutto il contesto occidentale, e quindi vaccinazioni nel sistema ospedaliero, degenti anziani, persone a rischio, trasporti. Si starebbe anche valutando di sterzare sul mondo della scuola, vaccinando insegnanti e studenti. Non siamo in grado di valutarne la validità scientifica, ma se questo servisse anche solo a calmare paure e apprensioni, ben venga.
Va ringraziato inoltre il capo dello Stato che nel suo discorso di fine anno ha indicato i vaccini e non i dpcm governativi, come la misura necessaria a superare questa fase tragica della vita nazionale e con lui il governatore della Campania De Luca che è corso a vaccinarsi, la prima personalità di un certo risalto pubblico a farlo. Ha fatto bene anche il professor Crisanti, dopo dichiarazioni molto infelici a farlo.
Detto tutto questo, i quattrocentomila vaccini distribuiti, magari non in una settimana, come ha asserito Arcuri perchè si è iniziato il 27 e se dal 27 al 31 si fossero vaccinati  anche solo 9 mila persone, come risultava, abbiamo comunque perso tempo. L’Italia è infatti in condizioni peggiori del resto d’Europa; doveva chiedere subito più dosi e prima degli altri. Cosa che invece ha fatto la Germania. Ora abbiamo il  record europeo, l’ultimo vantato fu nel secolo scorso quando l’Italia superò il pil dell’Inghilterra. Purtroppo, come allora, questo primato non offre una  garanzia di sicurezza per il paese.
Il comitato tecnico scientifico del governo aveva infatti indicato la cifra di dieci milioni di persone vaccinate entro aprile e il ministro della Sanità Speranza l’ha subito corretto. Per quella data occorre vaccinarne 13 milioni. Con i quattrocentomila a settimana di Arcuri per aprile non arriveremo nemmeno a sei milioni, e sarebbe già un successo organizzativo, ma irrilevante ai fini dell’immunità di gregge che si vorrebbe raggiungere per l’autunno. Se poi vi è una terza ondata del virus come viene previsto, o addirittura una quarta, avremmo un nuovo picco di vittime e già viaggiamo verso le ottantamila.
Dovrebbe essere chiaro al commissario che i pregevoli sforzi compiuti vanno moltiplicati già da questa seconda metà del mese. Il governo inglese prevede un milione di vaccinati a settimana ed è questa, diciamo, l’esatta quantità necessaria per impedire che l’attuale strage si prolunghi anche nel prossimo inverno. Capiamo perfettamente che l’Italia non abbia gli strumenti dell’Inghilterra per fare lo stesso o persino, come pure servirebbe, meglio. Ragione per cui non è il caso di compiacersi di quanto è stato fatto, nè tantomeno di celebrare qualche record continentale. Serve invece uno sforzo maggiore in cui immettere risorse  che il governo a tutt’oggi non ha previsto.
Battiamo i record, mentre si affoga nei morti.