La causa dirompente della formalizzazione della crisi di governo si deve ad un passo contenuto nella bozza del piano pandemico presentato ai ministri di Italia viva nell’ultimo drammatico CDM tenuto a Palazzo Chigi. Il ministro Bellanova, di solida cultura antifascista, quando ha letto che si prevedeva di dover scegliere chi salvare in caso di mancanza di risorse e che questo comportamento veniva giudicato etico, non ci ha visto più.
Ma come, questo non è il governo che promette di non lasciare nessuno indietro? Ed è lo stesso che sceglie chi far morire e chi vivere, considerandolo pure etico?  E tutto questo perché non ci sarebbero le risorse?
Renzi poteva fare quello che voleva, il ministro Bellanova si sarebbe dimesso.
Se sono solo le risorse il principio da cui dipende la vita delle persone, allora tutta la politica del governo è sbagliata. Bisognava concentrale ed aumentarle per la sanità e non disperderle e ridurle come si continua a fare. Il governo sostiene che la salute viene prima dell’economia, ma se solo con l’economia si tutela la salute, ecco che la tesi del governo va rovesciata, anche perché coloro che muoiono sono principalmente fuori dall’età del lavoro, trattandosi nel novanta per cento di pensionati.
Per il resto, il governo non ha nessuna idea consequenziale al senso di realtà. Miracolosamente, appena formalizzata la crisi da Italia viva, il tasso dei contagi è precipitato al 9 per cento, dal quasi 13 che era. Intere settimane a ridere delle misure restrittive del governo, se non  a piangere, ed ecco che quelle sembravano avere avuto finalmente effetto.
Nemmeno a dirlo, il ministro della Sanità si era appena pronunciato per prorogare l’emergenza fino ad aprile. E se tra una settimana la curva dei contagi si fosse dimezzata? Se ai primi di febbraio le formidabili misure messe in campo dal governo avessero spezzato le reni del virus, se fosse il momento di far tornare in libreria l’opera di Speranza Come ho vinto il covid? Evidentemente nessuno al governo crede alla possibilità di successo dei provvedimenti sfornati a iosa. Si affidano solo alla proroga dell’emergenza.
Non si capisce ancora se il leader di Italia viva abbia un piano valido per uscire in qualche modo dalla crisi che non siano le elezioni. In questo caso rischierebbe il suicidio. Altrimenti  una soluzione rabberciata come l’attuale. L’unica cosa sicura è il suo giudizio su questo governo, tale da non consentire più alcun sostegno.
Ha descritto bene la situazione Romano Prodi, se Conte dice bianco, Renzi nero. Cioè, indipendentemente dai motivi politici e costituzionali, tutti validissimi, Renzi non ha più fiducia nel PCM, lo si capisce dalla sua presa di posizione sulla delega ai servizi segreti.
Inutile allora prendersela con Renzi. Si è convinto che il principale danno al paese lo reca chi conduce la nave, lo stesso giudizio degli ufficiali del Bounty sul loro vecchio comandante. Non potevano fare diversamente dall’ ammutinarsi.
(Foto: crea.gov.it)