Il sindaco di Milano Giuseppe Sala si è reso protagonista di un brutto episodio, avendo fatto una spaventosa analogia tra Anna Frank e Greta Thunberg. “Penso che Anna Frank sia stata un’apripista per le donne in età così giovane”, ha detto prima di aggiungere: “Mi viene spontaneo pensare a Greta Thunberg, perché sono due giovani donne di enorme coraggio”. Sala ha rilasciato questa dichiarazione ieri a RAI Documentary nell’iconico Piccolo Teatro di Milano prima dell’anteprima del cortometraggio Anne Frank. Vite parallele, che andrà in onda stasera, sabato 23 gennaio, su Rai Uno.

Anna – ha spiegato Sala – ha scritto un diario che è diventato uno strumento di educazione e di memoria. Allo stesso modo, Greta ha iniziato innalzando un cartello ed è diventata un simbolo dell’ambientalismo.

Il paragone fatto dal sindaco è aberrante e ha ricevuto critiche da tutto lo spettro politico italiano. “Paragonare Anna Frank, vittima di una mostruosa persecuzione razziale e simbolo della lotta per la libertà, a Greta Thunberg, che fortunatamente vive un’esistenza tranquilla e confortevole, come dovrebbe essere diritto di tutti i bambini, significa essere scollegati dalla realtà”, ha detto il consigliere regionale lombardo Gianmarco Senna (Lega), che ha preteso che Sala chieda scusa alla comunità ebraica e a tutti i cittadini della città che rappresenta in quando sindaco.

Alle parole di Senna ha fatto eco il deputato Andrea Orsini (Forza Italia), che ha dichiarato: “Come si può paragonare Anna Frank a Greta Thunberg, che viaggia liberamente per il mondo, ha grande risalto nei media e ha persino avuto a disposizione il podio delle Nazioni Unite per esprimere le sue idee? Anna era una ragazza ebrea tedesco-olandese, che all’età di 16 anni, la stessa età in cui Greta ha iniziato la sua campagna ambientale, è morta in un lager, dopo l’esilio, la persecuzione e la deportazione”.

Sala è solo l’ultimo di una serie di personaggi pubblici che sminuiscono la Shoah, dice Claudia Segre della Global Thinking Foundation, un think-tank dedicato alla lotta contro la disuguaglianza e l’ingiustizia. “Sminuire e normalizzare è un modo per i politici di far passare la loro personale narrazione di valori”. E questo, sostiene Segre, rivela il loro profondo pregiudizio.

Il CDEC, un osservatorio sull’antisemitismo, sottolinea che la banalizzazione della Shoah va contro la working definition delineata dall’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA) e costituisce antisemitismo.

Senna è incisivo: “Con le sue parole Sala non solo insulta la memoria di Anna Frank, ma mette anche Greta Thunberg stessa in difficoltà, rendendola vulnerabile allo sfruttamento per scopi politici”.

Il sindaco è corso ai ripari, scrivendo al presidente della Comunità ebraica di Milano Milo Hasbani per ritrattare le parole da lui pronunciate.

Si tratta di una brutta scivolata per Sala, che cercherà un secondo mandato come sindaco in primavera. Ma la domanda è: più che uno scivolone, questo episodio può essere prova di un pregiudizio cognitivo?