Domani mattina il Segretario al commercio internazionale Liz Truss parlerà ai ministri del Giappone e della Nuova Zelanda per chiedere l’adesione dell’UK alla Comprehensive and Progressive Trans-Pacific Partnership (CPTPP).

L’adesione alla partnership trans-Pacifica fornirà al Regno Unito l’accesso a 11 mercati in rapida crescita, tra cui Messico, Malesia e Vietnam. La CPTPP è un’area di libero scambio da 9.000 miliardi di sterline. Con l’ingresso nel blocco, Londra beneficerà della riduzione di dazi e tariffe per l’import alimentare e automotive, aumentando l’export di tecnologia e servizi. A differenza dell’UE, la CPTCC non implica cessioni di sovranità.

Nel 2019, il commercio britannico con il gruppo degli 11 è stato di 111 miliardi di sterline ed è cresciuto dell’8% all’anno dal 2016. La CPTPP è un accordo multilaterale moderno: stabilisce regole sul commercio digitale che permettono ai dati di fluire liberamente tra i membri, proteggendo il codice sorgente e la crittografia; e regole di origine che permettono alle merci di qualsiasi paese all’interno del CPTPP di circolare come “originario”. Ad esempio, le automobili prodotte nel Regno Unito potrebbero usare parti di automobili originarie del Giappone, come le batterie, e rimanere “made in Britain”.

Il primo ministro Boris Johnson ha commentato: “Un anno dopo l’uscita dall’UE stiamo forgiando nuove partnership che porteranno enormi benefici economici al Regno Unito. Chiedere di essere il primo nuovo paese ad aderire al CPTPP dimostra la nostra ambizione di commerciare alle migliori condizioni con i nostri amici e partner in tutto il mondo ed essere un campione entusiasta del libero scambio globale”.

L’adesione al CPTPP è parte fondamentale del programma Global Britain per posizionare il Regno Unito al centro di una rete di moderni accordi di libero scambio e mediare i grandi flussi commerciali da Oriente a Occidente. La digitalizzazione dell’economia gioca a favore. Julian David, CEO di techUK, ha spiegato: “Il Regno Unito sta sviluppando una moderna politica commerciale che crea nuove opportunità per il settore tecnologico. L’adesione al CPTPP ci permetterà di unirci a un gruppo di paesi ambiziosi che stanno aprendo nuove strade nel commercio digitale. Il Regno Unito è stato uno dei principali beneficiari dell’ascesa del commercio digitale, con oltre il 67% delle esportazioni di servizi per un valore di 190,3 miliardi di sterline che vengono forniti in modo digitale. Il CPTPP aprirà nuovi mercati per le PMI tecnologiche innovative che cercano di crescere ed espandersi oltre i confini britannici”.

Anche la CBI (la Confindustria britannica) valida la strategia. Il presidente della confederazione, Lord Karan Bilimoria, ha illustrato il nuovo accordo come uno dei vantaggi del poter condurre una politica commerciale indipendente.

Dall’uscita dall’UE, il Regno Unito ha stipulato 64 accordi di libero scambio per un valore di circa 900 miliardi di sterline ed ha aperto i negoziati per un accordo di mutuo riconoscimento sui servizi finanziari con la Svizzera.

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Avvocato, manager e giornalista. Allievo del 198° corso alla Scuola Militare Nunziatella, ha conseguito la laurea all'Università di Roma Luiss, il Master of Laws alla New York University e il Juris Doctor alla Columbia University di New York. E’ Avvocato; Solicitor (England & Wales); Attorney at Law (New York); e appartiene all’Ordine dei giornalisti della Lombardia. Ha esercitato la libera professione in USA (Sullivan & Cromwell) e assunto ruoli manageriali in UK (Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo; BlackRock). Ha pubblicato "L’altra Brexit" (Milano Finanza, 2018); è editorialista Brexit per il quotidiano finanziario Milano Finanza; opinionista geopolitico per il canale televisivo finanziario Cnbc. Direttore responsabile della Voce Repubblicana.