La repubblica è sempre messa a rischio dall’imprescindibilità del ruolo di un singolo individuo. Tutti sono necessari, nessuno è indispensabile, soprattutto, i mandati di rappresentanza vanno temporalmente limitati. La regola aurea della democrazia repubblicana, poi, è di non irrigidire mai il processo di rappresentanza bloccandolo.
Fu Robespierre nel 1790 a far votare all’Assemblea costituente la legge che impediva la ricandidatura dei suoi membri, lui compreso. Il rinnovo di mandato, sostenuto al tempo eroico del movimento 5 stelle, più di due secoli dopo, è principio  giacobino. C’è sempre da discutere della durata di cui deve poter disporre il governo per essere efficace invece di poltrire. Su questo sia la repubblica della Roma antica, sia la prima francese, si mantennero molto cauti.
La repubblica mazziniana invece è esplicita: i consoli devono avere un mandato di tre anni. Allora aveva già fatto giurisprudenza il consolato a vita di Bonaparte. La Repubblica prevedeva la dittatura purché si mantenesse per un periodo breve. Cincinnato rimette dopo tre settimane il suo primo mandato nelle mani del Senato e persino Silla, che aveva concentrato tutti i poteri nella sua persona, ritenuta esaurita la sua missione, si ritira a vita privata. Il sogno vagheggiato anche  da Saint Just, quale si legge nei suoi appunti, era di tornare, poveretto, il prima possibile  alla sua capanna come fece il romano Fabrizio. Napoleone per quanto originariamente giacobino come Saint Just, invece no. Bonaparte voleva restare lui e dopo di lui, instaurare suo figlio e non in una capanna, ma alle  Tuileries. Fu ridicolo, prima che tragico, vedere il terrore dei re di tutta Europa, impalmare una principessa d’Asburgo come se fosse anche lui un Borbone qualsiasi. Furono però molti in Francia nello stesso movimento giacobino a volere la dittatura, in prima persona Marat. Ma quando si chiedeva a Marat chi avrebbe scelto come dittatore, quello diceva subito certo non io e a guardar meglio, nessun altro. La dittatura la impose un Comitato, nemmeno un governo, troppo autonoma la definizione, tanto si riteneva necessario a lasciare alla Convenzione il cuore del potere. Il tempo sufficiente a sconfiggere tutte le potenze europee che mossero guerra alla Repubblica e il comitato fu sciolto. Per cui un anno esatto, dal  luglio 1793, al luglio 1794, per l’esattezza storiografica il 9 Termidoro.
Questi erano i governi repubblicani, dove si poteva avvicendare tranquillamente un Danton e fare almeno di un Cesare. Solo nel novecento troveremo dei governi che invece non possono formarsi  se non sotto il comando di  un uomo della provvidenza. Quelli fascisti.
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Laureato in Storia della Filosofia presso l'Università di Roma I la Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all'Ufficio esteri del PRI diretto dall'onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore della Voce Repubblicana. E' stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l'Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è vice direttore della Voce Repubblicana.