“Ma quando hanno successo, i processi di presa del potere si compiono spesso in un’ovvietà assurda, come se le parti fossero già assegnate dal principio.”. La fulminante osservazione di Popitz in Phänomene der Macht spiega ciò che sta accadendo oggi in Italia?

C’è da augurarselo, e in effetti – fatta la tara ai commenti dei giornalisti – pare proprio che la formazione del nuovo Governo sia, come si dice in gergo politico-romanesco “una messa cantata”. Cioè, proprio quello che dice Popitz.

L’Italia potrebbe dunque vivere un momento einaudiano, benedetta dalla Germania, che non ha una École de Guerre Économique, ed essere nuovamente attiva nel suo ruolo storico di saldatura tra interessi atlantici e continentali, oggi enfatizzato dalla Brexit. In un contesto dove l’UE, quanto a ingerenza nella politica interna, ha il ruolo che ebbero Alleanza atlantica e NATO fino al collasso dell’URSS. Una potenza finanziaria e regolamentare, non strategica, che delimita però il nuovo “Arco costituzionale” e determina l’impossibilità di un’alternanza politica. Gli antieuropeisti sono il nuovo PCI di oggi: non governeranno mai. Maastricht è stata, in fondo, una nuova piccola Yalta.

Il solito complotto? Un tintinnare di sciabole, anche stavolta monetarie? Piuttosto, un momento trasformativo, dove le sacrosante critiche all’Unione e la ribellione eretica alle sue dannose liturgie crescano e trovino uno spazio all’interno di essa, e non nelle bolle di sapone elettorali soffiate a est.

Non c’è nessuno meglio di Mario Draghi che possa incarnare questo momento einaudiano. Ed è generoso il tentativo da parte sua.
La sua storia e la sua formazione ignaziana plasmano confortanti certezze sulla sua capacità umana, politica e negoziale. Sulla possibilità di un governo politico fatto di tecnici di area, che ci lasci in pace a obliare il passato recente, specie i suoi volti e la sua garrula comunicazione. Non in commotione Dominus.

Draghi ama la montagna. Aspettiamo, col Vegliardo di Svevo, che anche la sua, salendo, si trasformi in un vulcano.