Chi si domanda quale mai potrebbe essere l’effetto Draghi sulla politica italiana, ha già un primo strumento di valutazione nelle reazioni dell’ex PCM Conte e del centro-destra.

Il PCM dimissionario ha dimostrato un pregevole spirito collaborativo; non dovremmo assistere nuovamente in repubblica al rancore di chi si esilia perché sospeso nelle sue funzioni. Il centro-destra invece si é diviso.

Qualunque decisione prenderanno, sia Berlusconi che Salvini si rendono conto di come opporsi a Draghi é un po’ meno agevole che opporsi al governo precedente. Sulla base del voto e dei sondaggi, il governo Conte rafforzava l’ala radicale di quella coalizione. Con il governo Draghi la pacchia é finita.

L’opinione pubblica dà comunque segni di sconcerto. Come possiamo ammettere la Lega, il suo sovranismo, in un governo europeista a 18 carati? Come abbiamo ammesso il Pci in maggioranza negli anni settanta del secolo scorso? Il Pci era legato all’URSS, un nemico dell’Europa occidentale. Eppure di fronte all’emergenza terrorismo, il Pci mostrò spirito nazionale.

Perché la Lega non dovrebbe saper fare altrettanto, davanti alla pandemia o alla gestione di un finanziamento eccezionale della commissione europea? Luigi Di Maio che solidarizzava con chi incendiava Parigi é cambiato, potrà cambiare anche Claudio Borghi.

Quali che possano essere le beghe fra partiti, la questione ideologica, chiamiamola così, interessa poco quando si tratta della fiducia ad un presidente del Consiglio dell’autorevolezza e del prestigio di Mario Draghi.

Non é poi detto che il governo Draghi scompagini l’equilibrio esistente e riscriva da zero il quadro politico. Potrebbe anche solo instaurare un medio periodo di tregua proficuo per il paese.

Il secondo governo Conte era nato per gestire una situazione che veniva creduta tutto sommato agevole. Purtroppo non lo era. Il governo Draghi, se nasce, lo farà nella piena consapevolezza delle difficoltà che attraversiamo. In questo caso le forze politiche che decidessero di sostenerlo avrebbero fra loro, nonostante le differenze, qualcosa di comune. Il senso di appartenenza ad una nazione ed il desiderio di ridarle forza. Sarebbe anche ora.