Una delle massime preferite del poeta americano James Russell Lowell era che solo i morti e gli stolti non cambiano mai idea. Un riferimento al conte di Talleyrand che, espatriato in America durante il Terrore, vi rimase a lungo temendo di esser giudicato terrorista. Talleyrand, giovane vescovo di Autun, scandalizzò la curia recandosi in visita a Voltaire per rendergli omaggio.

Da presidente della Assemblea costituente, propose e fece approvare la requisizione dei beni della chiesa. Ambasciatore di Danton a Londra si confidò realista, ma poiché gli inglesi lo giudicavano giacobino, fuggì in America. Il vero Talleyrand si mostrò solo nel nuovo mondo, dove con abili speculazioni moltiplicò le sue finanze e corteggiò le mogli degli aristocratici che aveva fatto massacrare. Con la sua ricchezza corruppe il Direttorio e tornò in Francia dove era considerato al contempo terrorista e emigrato.

Folgorato da Bonaparte, lo finanzia e poi lo tradisce. Fu l’unico ministro degli esteri nella storia in due regimi, uno opposto all’altro, quello imperiale e quello della restaurazione. Mollato Luigi XVIII si prostrò a Napoleone sbarcato in Francia che, ovviamente, lascerà di nuovo per Metternich.

Ora si sa che Napoleone definì il signor di Talleyrand in una maniera irripetibile, ma va pur detto che Talleyrand morì nel suo letto e superati gli ottant’anni. Bonaparte in esilio senza arrivare a cinquanta, e a quell’epoca si moriva intorno ai trenta, spesso prima, il duca D’Enghien ad esempio.

Talleyrand sotto un profilo morale fa discutere. D’altra parte l’Illuminismo era considerato immorale per eccellenza. L’uomo si eleva a Dio e ritiene tutto possibile. Il romanzo del secolo, “le relazioni pericolose”, di Laclos, primo collaboratore del duca d’Orleans, sono il manifesto della scelleratezza. E nessuno fu considerato più scellerato del duca votando la morte del cugino per prenderne un giorno il posto. Se dispiace Talleyrand, scegliete Robespierre. Di lui Mirabeau diceva sorpreso: “crede in tutto ciò che dice”.

Talleyrand celebrava messa ed era ateo, giurava lealtà a Bonaparte e lo tradiva. A Luigi XVIII che lascia Parigi sospira da innamorato, “vi raggiungerò ovunque voi siate”. Deforme com’era, in un’epoca di giovani aitanti con cappa e spada, lo zoppo Talleyrand si specializzò con successo nell’arte della sopravvivenza.

La sua lezione non si é dispersa. Anche ai nostri tempi vediamo piroette formidabili e stupiscono coloro che se ne meravigliano. Tanto che il tratto della vera intelligenza non é il cambiare idea, ma saperlo fare molto in fretta.