Il Presidente Joe Biden ha parlato, come da tradizione, alla CBS nella domenica del Super Bowl, l’evento televisivo più visto d’America, per mandare un forte messaggio all’opinione pubblica interna e al mondo intero.

In un’intervista con la prima firma del network, Norah O’Donnell, il POTUS ha indicato che Iran e Cina saranno le priorità di politica estera del suo mandato. Su entrambi i dossier, la nuova Amministrazione è attestata su una linea dura e non intende dare spazio a compromessi.

Gli USA, ha chiarito il POTUS, non cancelleranno le sanzioni all’Iran fino a quando Teheran non rispetterà in pieno gli impegni da essa assunti con l’accordo sul nucleare. Pertanto l’Iran, ha intimato Biden, deve interrompere l’attività di arricchimento dell’uranio, ripresa dopo il ritiro unilaterale USA dal JCPOA del 2015 e il ripristino delle sanzioni, decisi da Donald Trump nel 2018.

Nell’imminenza delle elezioni presidenziali, le parole del Presidente suonano come un chiaro avvertimento ai conservatori e ai Pasdaran: Washington non è disposta ad aperture unilaterali per riportare l‘Iran al tavolo delle trattative.

La richiesta di togliere le sanzioni era stata avanzata negli scorsi giorni dalla Repubblica islamica. La Guida Suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, aveva dichiarato che “l’Iran ha il diritto di dettare le condizione sul JCPOA, visto che ha rispettato tutti i suoi impegni, a differenza degli USA e degli E3 (Francia, UK e Germania) che li hanno violati”. Khamenei aveva ribadito che se si vuole che “l’Iran torni all’ottemperanza dei suoi obblighi, gli USA devono revocare tutte le sanzioni”.

Ma il 4 gennaio l’Iran aveva annunciato di aver intensificato il processo di arricchimento dell’uranio fino al 20% di purezza, molto al di sopra del livello del 3,67% consentito dall’accordo, anche se ancora sotto la soglia richiesta per una bomba atomica. Tuttavia, il Segretario di Stato, Antony Blinken, aveva spiegato al Congresso che, superata la soglia del 20%, la produzione di materiale fissile sufficiente a sviluppare una bomba atomica sarebbe stata una “questione di settimane”.

Lo schiaffo del Presidente colpisce duro il prestigio della Guida Suprema, che confidava di poter vendere un previsto cambio d’impostazione a Washington come un successo personale per pilotare la successione a se medesimo.

Biden ha picchiato anche sulla Cina, criticando il Partito Comunista Cinese per la stretta contro la minoranza degli uiguri e le minacce militari a Taiwan. “Conosco bene Xi Jinping – ha detto Biden – è molto intelligente ma è troppo duro, in lui non c’è un briciolo di democrazia; non è una critica, è la realtà”, aggiungendo “siamo pronti a una forte competizione, ma non vogliamo un conflitto”.

Significativamente, Biden ha segnalato di voler abbandonare l’approccio diretto di Trump per coinvolgere gli alleati nei fora multilaterali nel contenimento di Pechino. “Saremo concentrati sulle regole internazionali”, ha precisato il Presidente, ribadendo che la Cina dovrà rispettare le regole: “Se vuoi giocare con noi, allora noi giocheremo con te. Se non lo fai, non giocheremo”. “Non è questione di punirli per il Covid – ha concluso – è che ci sono norme internazionali stabilite e da rispettare”.

Al recente World Economic Forum a Davos, Xi aveva paventato l’emergere di una “nuova guerra fredda” che “danneggerebbe tutti”.

Biden ha risposto nell’unico linguaggio che la Cina comprende, quello della forza.

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Avvocato, manager e giornalista. Allievo del 198° corso alla Scuola Militare Nunziatella, ha conseguito la laurea all'Università di Roma Luiss, il Master of Laws alla New York University e il Juris Doctor alla Columbia University di New York. E’ Avvocato; Solicitor (England & Wales); Attorney at Law (New York); e appartiene all’Ordine dei giornalisti della Lombardia. Ha esercitato la libera professione in USA (Sullivan & Cromwell) e assunto ruoli manageriali in UK (Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo; BlackRock). Ha pubblicato "L’altra Brexit" (Milano Finanza, 2018); è editorialista Brexit per il quotidiano finanziario Milano Finanza; opinionista geopolitico per il canale televisivo finanziario Cnbc. Direttore responsabile della Voce Repubblicana.